Benny Gantz prepara gli israeliani ad una resa al nucleare iraniano

L’intervista di Benny Gantz a Foreing Policy assomiglia tanto ad una resa preventiva di Israele alle ambizioni nucleari di Teheran

È assai inquietante l’intervista rilasciata dal Ministro della difesa israeliano, Benny Gantz, a Foreing Policy nella quale si dice disposto ad accettare un nuovo accordo sul nucleare iraniano.

«L’attuale approccio degli Stati Uniti volto a voler mettere in pausa (in una scatola) il programma nucleare iraniano, lo potrei accettare» ha detto il Ministro della difesa israeliano.

Poi ha aggiunto (l’ovvio) che Israele vorrebbe vedere un “piano B” che includa un’ampia pressione economica nel caso i colloqui fallissero.

Infine ha detto che se fallisse il “piano B” ci sarebbe un “piano C” che prevede un intervento militare di Israele contro l’Iran.

Non è chiaro cosa succeda nel frattempo, perché mentre gli americani (e Ganttz) studiano un “piano B” e un “piano C” l’Iran continua (e accelera) la sua corsa verso la bomba e quando i due piani saranno pronti con molta probabilità si sarà arrivati ad un punto di non ritorno, così come successo con la Corea del Nord.

Ora gli ottimisti saranno perfettamente d’accordo con Benny Gantz che vorrebbe convincere la Cina a sanzionare l’Iran nel caso Teheran continui la sua corsa al nucleare, ma vista l’estrema necessità di petrolio che ha Pechino, credo che ci voglia davvero molto ottimismo per credere che ciò possa avvenire.

«L’Iran deve temere che gli Stati Uniti e i suoi partner facciano sul serio», ha detto Gantz a FP. E anche qui ci vuole molto ottimismo per crederlo visto che le minacce americane non impauriscono più nessuno.

È curioso il fatto che, secondo Foreign Policy, Benny Gantz sarebbe scettico sul fatto che la diplomazia riesca a fermare la corsa iraniana al nucleare, tuttavia anche parlando del “piano C” sembra del tutto impreparato ad una evenienza che precede una azione militare contro l’Iran.

Insomma, Israele potrebbe non essere pronto ad un conflitto con l’Iran e arrivati a questo punto l’opzione migliore sarebbe quella di riattivare con Teheran gli accordi sul nucleare iraniano.

Giusto per essere chiari, non si può incolpare questo Governo del fatto che Israele non sia pronto ad un conflitto VERO con l’Iran, tuttavia arrivare ad accettare un nuovo JCPOA – seppure rivisto – mi sembra davvero troppo “arrendevole”.

È altrettanto vero che nessun Governo israeliano si è trovato alleato con una America così poco credibile nelle sue minacce.

Quindi mi rendo conto perfettamente delle difficoltà di Gantz e di questo Governo israeliano che si regge su una alleanza con il Partito Islamico, ma arrivare a dire che si accetterebbe un nuovo accordo sul nucleare iraniano mi sembra tanto una “resa preventiva”, un modo di preparare gli israeliani al fatto che con l’Iran Gerusalemme dovrà gettare la spugna.

Franco Londei
Politicamente non schierato. Voto chi mi convince di più e questo mi permette di essere critico con chiunque senza alcun condizionamento ideologico. Sionista, amo Israele almeno quanto amo l'Italia