Come mai il mondo arabo non condanna Israele?

il mondo arabo non condanna israele

Se c’è una cosa che appare roboante in merito alle guerre di Israele contro Hamas e contro Hezbollah, è il tacito consenso islamico all’annientamento dei terroristi palestinesi e dei terroristi al soldo di Teheran.

Il silenzio dei regimi islamici, in particolare di quelli arabi, non stupisce più di tanto. Al di là del lato formale e delle condanne di circostanza, il rapporto tra Israele e gli Stati Arabi non è mutato nemmeno dopo la distruzione di Gaza. Gli Accordi di Abramo non ne hanno minimamente risentito.

Meno che meno stupisce il silenzio arabo sull’attacco di Israele a Hezbollah. Persino Bashar Assad non è andato oltre le denunce di circostanza, forse perché stanco di vedersi bombardato per colpa dell’Iran e di Hezbollah.

Se qualche voce si è alzata è per chiedere di tener fuori il popolo libanese. Almeno fino a quando sarà possibile dato che Hezbollah, esattamente come Hamas, usa le abitazioni civili, le scuole e gli ospedali come rifugio o, peggio, come base di lancio per gli attacchi.

Scudi umani. Secondo Ynet, dieci anni fa, Hezbollah lanciò un’iniziativa segreta per offrire incentivi finanziari alle famiglie sciite nel Libano meridionale se avessero assegnato una stanza della loro casa a un lanciamissili a lungo raggio. Il missile, con una testata pesante, sarebbe stato pronto per essere lanciato da quella stanza. La stanza avrebbe avuto un tetto rimovibile, consentendo di sparare rapidamente.

Ynet ha aggiunto che Hezbollah ha scelto specificamente le famiglie povere sciite che avevano bisogno di un reddito extra. A quanto si dice, Hezbollah ha acquistato appezzamenti di terreno e ci ha costruito case residenziali, offrendole a un prezzo ridotto o gratuitamente se le famiglie erano disposte a immagazzinare missili.

L’Iran, chiaramente incapace (o timorosa) di dare il via a una iniziativa bellica in aiuto di Hezbollah, che pure lo ha chiesto, alle Nazioni Unite ha provato a mettere insieme il mondo islamico contro Israele. Non ha funzionato, o ha funzionato poco. Anzi, la mossa ha mostrato la tigre di carta che si nasconde dietro la facciata da bullo degli Ayatollah.

Gli arabi sono stanchi dei palestinesi. Miliardi e miliardi di dollari in aiuto di uno Stato che non nascerà mai, con leader corrotti o votati unicamente alla Jihad. Un popolo che non ha storia, di cui non si sapeva niente prima degli anni 70 quando è stato inventato come arma contro Israele. Un’arma che agli arabi adesso non serve più, ma che fa comodo all’Iran e a tutto il mondo antisemita che ogni giorno brama una strage da usare contro Israele.

L’unico caso che in parte si discosta dagli Stati arabi è quello del Qatar, che con Al Jazeera diffonde propaganda pro-Hamas e pro-Hezbollah a grandi mani e che, come maggiore finanziatore del terrorismo islamico, da ISIS fino ad Hamas, non gradisce particolarmente che Israele gli romba i giocattoli.

Noi abbiamo chiesto diverse volte e in diverse occasioni ad Al Jazeera e ai loro giornalisti come spiegavano il sostanziale silenzio degli arabi sulle guerre di Israele e come mai gli Accordi di Abramo non ne avessero risentito. Ma non abbiamo mai avuto risposta. Troppo piccoli noi, troppo bugiardi loro.

Diciamolo chiaramente, il silenzio islamico assomiglia tantissimo ad un tacito consenso. La vita nei paesi arabi scorre senza scossoni, senza grandi proteste contro Israele. Anzi, le proteste contro Israele sono vietate in diversi stati arabi, compresa l’Arabia Saudita. Paradossalmente ci sono più proteste contro Israele in Occidente di quante ce ne siano nel mondo islamico. Magari se qualcuno lo facesse notare anche ai nostri tromboni non sarebbe male.

Franco Londei

Franco Londei

Politicamente non schierato. Sostengo chi mi convince di più e questo mi permette di essere critico con chiunque senza alcun condizionamento ideologico. Filo-israeliano, anti-Trumpiano

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