Frontiere di nuovo chiuse, aggressioni di massa in Germania ai danni delle donne sembra ad opera di immigrati, interi Paesi in mano alle bande islamiche. Il sogno europeo sta cedendo sotto i colpi della immigrazione senza controllo, una enorme massa di disperati che preme sulle frontiere costringendo diversi Paesi a rivedere il trattato di Schengen per l’obbiettiva impossibilità di accogliere tutti.

E’ il festival della politica del suicidio, una politica chiaramente incapace di governare il fenomeno e di introdurre regole ferree sull’ingresso in Europa e in particolare sulla distinzione tra immigrazione economica e immigrazione legata a fatti che prefigurano la protezione internazionale. E mi spiace terribilmente dirlo, ma i campioni di questa suicida politica siamo proprio noi italiani che non siamo in grado né di distinguere tra immigrati economici e richiedenti asilo, né di capire che la politica delle porte aperte a tutti sta scatenando una reazione a catena che si sta ripercuotendo su tutta l’Unione Europea.

Quando il Premier Renzi dice che “dobbiamo essere umani” dice senza dubbio una cosa condivisibile, ma non tiene conto che anche l’assistenza ha un suo limite, un limite ampiamente superato in Italia. E quando l’assistenza e l’accoglienza diventano un enorme business non c’è più nulla di umano su cui aggrapparsi.

Integrazione fallita

Tornando al più ampio discorso europeo appare ormai chiaro che la cosiddetta “integrazione” è fallita, almeno nel concetto in cui viene interpretato il termine stretto della parola. In particolare gli immigrati di fede islamica hanno una effettiva impossibilità ad integrarsi con il sistema di vita europeo. A monte ci sono ragioni oggettive tra le quali spicca il fatto che essi mettano i loro dettami religiosi avanti a qualsiasi cosa e a qualsiasi legge. I fatti di Colonia avvenuti durante i capodanno (fatti che comunque vanno accertati) mi hanno fatto riflettere profondamente su un concetto che troppo spesso in occidente viene sottovalutato , il disprezzo che hanno certi elementi verso l’essere donna. Ebbene, quel concetto così palese, così manifesto in certe culture non possiamo “importarlo” in Europa, non possiamo accettarlo passivamente. Dobbiamo porre dei limiti invalicabili oltre i quali anche l’umanità, l’accoglienza e tutte le belle ragioni troppo spesso enunciate da certi politici vanno messe da parte. I Diritti sono quel limite invalicabile, la parità tra uomo e donna, la laicità, l’accettazione delle leggi non sono in nessun caso negoziabili. Ma questo principio, che dovrebbe essere un concetto chiaro e privo di fraintendimenti, viene troppo spesso aggirato per “ragioni umanitarie” o per il cosiddetto “rispetto delle altrui culture” finendo poi per diventare una regola non scritta che pone un enorme macigno proprio sulla integrazione rendendola di fatto impossibile.

Serve un passo indietro

E’ ormai chiaro come il sole che la situazione ci sta sfuggendo di mano. Non riusciamo a governare il fenomeno della immigrazione e allo stesso tempo non riusciamo a integrare buona parte degli immigrati di fede islamica, anche di seconda o terza generazione. Non possiamo più non affrontare questi problemi e continuare a far finta di nulla. Renzi qualche tempo fa ha paragonato l’accoglienza fornita da Libano, Giordania e Turchia ai milioni di rifugiati siriani alle “poche centinaia di migliaia” di immigrati che arrivano in Italia sostenendo che un “grande Paese” come l’Italia non dovrebbe averne paura se Paesi molti più piccoli accolgono milioni di persone. Peccato che si sia dimenticato di dire che in Libano, Giordania e Turchia i milioni di rifugiati sono bene concentrati e controllati in appositi campi e non liberi di andare dove vogliono, che sono identificati con sufficiente certezza e che chi si rifiuta di essere identificato viene arrestato. E chiaro quindi come anche piccoli Paesi come la Giordania o il Libano possano gestire anche milioni di rifugiati mentre noi non riusciamo a gestire meno di 200.000 immigrati. Solo che attuare una gestione simile (che poi sarebbe più o meno quella degli hotspot) significa togliere il redditizio giocattolino alle cooperative e agli altri enti che fino ad oggi gestiscono il business della immigrazione e probabilmente il Governo italiano non vuole o non può farlo. Solo che la situazione sta andando molto oltre la degenerazione e questa assurda politica italiana sta coinvolgendo anche il resto dell’Europa e non può che peggiorare.

Adesso qualcuno si affretterà a dire che la maggior parte dei “profughi” siriani usa il canale dei Balcani per entrare in Europa. Certo, ma sono siriani e questo rende ancora più assurda la politica italiana perché da noi di “veri rifugiati” ne arrivano davvero pochi, sono tutti migranti economici che fanno domanda di asilo solo per rimanere per un paio d’anni a carico del contribuente per poi, una volta rigettata la loro richiesta di asilo, essere liberi di scorrazzare ovunque (anche in Europa) invece di essere rimpatriati. Non va bene, così non va bene e hanno ragione gli europei a essere arrabbiati con l’Italia. Va bene la solidarietà e l’essere “umani” ma se questo vuol dire distruggere l’Unione Europea e i suoi valori allora forse è meglio essere meno umani e più pragmatici.

1 Comment

  1. Egregio sig. Londei , il senso del suo intervento può essere articolato in questo indice riassuntivo:
    -Politica porte aperte a tutti fallita.
    -Integrazione fallita
    -Serve un passo indietro
    Posso rivolgerle una piccola domanda?
    Davvero non poteva arrivare prima a queste conclusioni, invece di legittimare per esempio la politica dell’accoglienza incondizionata e a titolo definitivo di Renzi «in punta di diritto internazionale»?
    Ieri sera ho scorso le sue rubriche contenenti le opinioni, che alla fin fine erano, almeno nei commenti, per lo più le opinioni di Milano.
    Queste opinioni non potevano tenere conto della strabiliante politica delle porte aperte della Merkel, perchè questa politica non era ancora stata proclamata.
    Tuttavia in quei commenti, oggi forse un po’ datati anche per eccesso di moderazione personale, c’era gia la previsione di tutto questo sfascio, attribuito però soprattutto all’ Italia.
    E quindi in questo un po’ datato, benchè in presenza di inevitabili punti interrogativi che riguardavano gli altri.
    Mi fa piacere per carità di patria , che questo sfascio riguardi adesso anche gli altri paesi.
    Proprio perchè solo in questo caso si potrà forse cominciare a porre un qualche rimedio, che dovrà tenere conto per la cosiddetta accoglienza -come già da me rilevato in passato- della prassi dei campi profughi dei turchi , dei giordani , libanesi di cui Lei fa cenno.
    Ma questo non potremo certo aspettarcelo dal Governo Renzi, vale a dire l’esecutivo più clownesco vigente in Europa, e non possiamo aspettarcelo nemmeno dagli altri esecutivi, che vanno pertanto cambiati.
    Tranne quello ungherese, polacco, ceco e slovacco, che non sono responsabili di questo sfascio.
    La Merkel ha svenduto la Germania, perchè probabilmente spera di divenire segretario delle Nazioni Unite e infatti il Time l’ha elogiata.
    Renzi invece non può avere questo motivo e quindi dice e fa le cose più sceme che si possano immaginare per ragioni servili , offendendo con arroganza l’intelligenza altrui:
    per esempio quando dice che l’Europa è nata per abbattere i muri e non per innalzarli.
    Dal suo punto di vista si tratta infatti di abbattere i confini esterni dell’Unione.
    E dimostra così di pensare che gli altri siano tutti dei liberi non pensatori.
    Ma c’ è un altro aspetto positivo in questo sfascio per come sta avvenendo.
    Chiunque può cominciare a rendersi conto che il sogno europeo di cui Lei parla in realtà non è mai esistito, se non nella mente della generazione dei De Gasperi e degli Adenauer.
    Il progetto di costruzione europea per come si è svolto non rispecchia alcun sogno e non è neppure un progetto europeo.
    Il suicidio assistito di questa Europa lo sta a dimostrare.
    Se fosse un progetto europeo i governanti europei non cercherebbero di fare abortire l’Europa intesa come Stato federale sovrano da costruire e come minimo si porrebbero il problema di proteggere i confini esterni.
    Invece i progetti culturali di distruzione dei confini esterni- e quindi Schengen non c’entra niente- sono finanziati dall’Unione Europea attraverso Erasmus, il Consiglio d’Europa, La Commissione europea : vedi la promozione di organizzazioni equivoche come United against racism, che riceve anche finanziamenti privati bancari, per esempio dalla Unity bank o da Soros, per come leggo sul web.
    United against racism promove ad esempio le manifestazioni e la formazione politica dei gruppi anarchici che vogliono abbattere tutte le frontiere e accettare tutti con la loro cultura.
    Ce n’ è abbastanza per capire dove vogliono arrivare a parare, aiutati anche dalla stampa mainstream sapientemente controllata, che non si discosta da questa linea.
    Per quanto concerne la mancata integrazione, nessuna persona di semplice buon senso può pensare che l’integrazione consista soltanto nel trovare un lavoro.
    L’integrazione coinvolge delle dinamiche affettive profonde degli individui, e può essere fonte di sofferenza per le persone coinvolte.
    Ma se ne potrà parlare più a lungo successivamente se non sono di disturbo.
    Di certo pensare come fa Il Manifesto che non accettare da parte nostra il velo islamico per le donne sia una forma di razzismo dimostra che c’è ancora molta strada da percorrere per superare l’inettitudine e l’autolesionismo manifesti di simili pensatori, della cui buona fede è comunque lecito dubitare.