E’ un grido di dolore quello lanciato attraverso il web da Tewelde Gebreselassie, uno dei maggiori leader dell’opposizione eritrea all’estero e membro influente della Eritrean Democratic  Alliance (EDA): “l’Eritrea sta morendo nella completa indifferenza del mondo”.

A dire il vero sono anni che l’Eritrea sta morendo sotto le fauci del dittatore Issaias Afeworki e del suo regime sanguinario. Accostare la parola “libertà” all’Eritrea è un puro eufemismo. Chiunque dissenta con il regime muore o viene incarcerato. I giovani (uomini e donne) sono costretti a lunghi anni di esercito a causa della paranoia del dittatore per una guerra virtuale con l’Etiopia che dura ormai da decenni e, soprattutto, per fare in modo che la gioventù eritrea rimanga in uno stato di arretratezza e povertà tali da impedirle qualsiasi idea di rivolta. In Eritrea non si combatte contro il regime, in Eritrea si fugge dal regime e questa è la vera morte del Paese.

Paradossalmente i giovani eritrei in fuga da Afeworki e dal suo sanguinario regime, trovano asilo proprio presso lo storico nemico etiope che ne accoglie a migliaia. E’ in Etiopia che si sta organizzando la resistenza ed è dall’Etiopia che parte l’appello alla comunità internazionale di  Tewelde Gebreselassie per un intervento in stile Libia anche in Eritrea. “La situazione in Eritrea è molto peggio che in Libia” afferma Tewelde Gebreselassie. “Negli ultimi anni più di un milione di eritrei sono fuggiti dal regime” –  continua Tewelde –  “e sono centinaia i dissidenti incarcerati e lasciati morire lentamente nelle orribili prigioni eritree”. Continuando poi nel suo appello Tewelde Gebreselassie ricorda che in Ertrea non c’è libertà di stampa, libertà religiosa (sono decine i leader spirituali incarcerati), che non c’è uno straccio di costituzione e che il Diritto alla salute e all’istruzione è solo un eufemismo. “La gente eritrea muore semplicemente per fame o per una malattia che in altre parti del mondo sarebbe facilmente curabile. La violazione dei Diritti Umani in Eritrea è così sistematica che non esiste al mondo nessun’altro Paese che viola così palesemente i più fondamentali Diritti” conclude il sig. Tewelde.

Per questo motivo la Eritrean Democratic  Alliance ha bisogno dell’aiuto dell’occidente, un aiuto concreto che non significa iniziare a bombardare l’Eritrea ma che vuol dire “aperto sostegno alla dissidenza eritrea al fine di rovesciare Issaias Afeworki e instaurare un regime democratico in Eritrea”.  Tewelde Gebreselassie non nasconde che la possibilità che il suo appello venga accolto è praticamente a zero visto che alcuni Paesi occidentali, in particolare l’Italia, mantengono buoni rapporti con il sanguinario regime eritreo. Il sig. Tewelde parla in particolare di una potentissima “lobby economica italo-eritrea” che annovera al suo interno importanti personaggi politici italiani, una lobby che farà di tutto per impedire che in Eritrea si instauri un Governo democratico. Per questo motivo l’appello è rivolto in particolare agli USA e all’Unione Europea e non all’Italia sulla quale l’opposizione eritrea sa benissimo di non poter contare.

Bianca B.

3 Comments

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  2. Noemi Cabitza

    quando si parla di “lobby”……
    infatti gli eritrei non vivono sotto una dittatura e Afeworki e un sant’uomo. Mi faccia il piacere sig. Castaldo o come cavolo si chiama veramente. Lasci i suoi turpiloqui idioti per coloro che le credono (quattro gatti) che magari come lei hanno affari da fare in Eritrea o qualche mogliettina figlia di qualche gerarca. Gente come lei la conosciamo benissimo

  3. Walter Castaldo

    “…sono costretti a lunghi anni di esercito a causa della paranoia del dittatore…” La credibilità di chi fa queste asserzioni è al di sotto dello zero assoluto. C’è la legge che regolamenta la durata del servizio militare. Il Teweldè si aggiorni al fine di evitare di esprimere sfondoni ed eviti di sostituirsi al Popolo eritreo che, se vivesse sotto una dittatura, saprebbe agire opportunatamente come la storia insegna!
    Cordialmente.