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Islamofobia: paura dell’Islam

Islamofobia, una parola che spesso sentiamo pronunciare dai radical progressisti (che non sono affatto progressisti come si autodefiniscono, ma sono oscurantisti della peggior specie) a seguito di critiche all’Islam. Nel suo neologismo, come ci spiega la fonte preferita da Manlio Di Stefano, viene interpretata come “pregiudizio e discriminazione verso l’Islam”. Mai affermazione è stata più sbagliata, almeno per quanto mi riguarda.

Con il termine islamofobia io intendo invece l’unione dei due termini, islam e fobia, cioè Islam e paura, panico, terrore. Io ho paura dell’Islam, ne sono terrorizzato. Ho paura della sua violenza, della sua crudeltà, della sua voglia di assoggettare tutta l’umanità, ho paura della sua bramosia di morte.

Ma non ho paura per me, io non vedrò il mondo soggiogato dall’Islam, ho paura per le mie figlie, per i miei nipoti, ho paura per le generazioni future non per la mia. Io sono islamofobo perché ho paura dell’Islam e non perché ho un pregiudizio verso quella o quell’altra religione.

La cosa che più di tutte non riesco a spiegarmi è come una buona fetta della società occidentale si stia arrendendo senza nemmeno lottare. Lo vediamo tutti i giorni cosa fa l’Islam, ne rimaniamo inorriditi. E vediamo anche i musulmani “integrati” diventare sempre più esigenti e prepotenti. Ma nonostante tutto questo sia davanti ai nostri occhi molti di noi alzano le spalle, come se la cosa non li riguardasse. Invece no, li riguarda eccome, riguarda tutti, forse non direttamente la mia generazione ma le prossime si troveranno la patata bollente nelle mani. Possiamo lasciare questa eredità alle generazioni future?

Voler ostacolare l’avanzata dell’Islam non è quindi islamofobia inteso come pregiudizio, ma è una paura che ci deve spingere a lottare per la nostra vita e per quella dei nostri figli. Voler ostacolare l’Islam significa voler ostacolare un nemico deciso a sottometterci.