Ormai c’è poco da dire sul Consiglio dei Diritti Umani dell’Onu se non che siamo letteralmente alla farsa, alla presa in giro globale. Tra gli ultimi Paesi entrati a far parte del Consiglio vi sono infatti anche Libia e Thailandia con quest’ultima che non poteva trovare momento migliore per dimostrare quanto tiene ai Diritti Umani.

Per la cronaca, oltre a Libia e Thailandia sono stati eletti Angola, Mauritania, Uganda, le Maldive, Malesia, Qatar, Moldavia, Polonia, Ecuador, Guatemala, Spagna e Svizzera. Anche qui ci sarebbe da dire qualcosa, in special modo per le nomine di Angola, Mauritania, Uganda, Malesia e Qatar. Ma in maniera minore anche altri Paesi non si possono dire campioni di Diritti Umani.

Fa sorridere (ma si dovrebbe piangere) pensare che in quello che in teoria dovrebbe essere il più alto organismo di garanzia per la tutela dei Diritti Umani del mondo, vi siano la Libia che è tra i primi violatori dei Diritti al mondo e la Thailandia che proprio in questi giorni porta vanti una durissima repressione contro i manifestanti anti-governativi. A questo punto tanto valeva inserire anche l’Iran, così la beffa sarebbe stata completa.

E così, a pochi giorni dalla incredibile inclusione dell’Iran nella Commissione dei Diritti delle donne (una presa in giro colossale e una offesa a tutte le donne del mondo) dobbiamo assistere a questa ennesima dimostrazione di come l’ONU sia diventato un organismo fasullo e inutile quando non dannoso, sia per la pace globale che per la tutela dei Diritti Umani fondamentali.

Secondo Protocollo continua a chiedere l’immediato congelamento di tutti i versamenti diretti alle Nazioni Unite, soldi letteralmente buttati al vento. Chiede una immediata e radicale riforma dell’ONU o, in alternativa, la creazione di un nuovo organismo che ne prenda il posto. Le farse sono ormai quotidiane e il mondo non ha bisogno di un organismo che continua a succhiare miliardi di dollari ogni anno solo per prendere in giro l’umanità.

Secondo Protocollo