La situazione nel nord del Mali sta velocemente degenerando nella totale indifferenza della comunità internazionale. I Tuareg di Ansar Eddin e gli islamici del gruppo di Al Qaeda nel Maghreb islamico hanno imposto la legge islamica nelle maggiori città del nord, compresa Timbuctu.

Decine di migliaia di persone sono in fuga e che non riesce a fuggire si è barricato in casa. Il personale medico degli ospedali e fuggito e le medicine non ci sono. I Tuareg e gli islamici hanno saccheggiato di tutto, dagli ospedali alle sedi delle Ong e persino i depositi dell’Onu. Vengono segnalati casi di uccisioni sommarie e centinaia di casi di violenza carnale ai danni delle donne, anche giovanissime e bambine.

Tutti i convogli umanitari destinati al nord del Mali sono stati bloccati prima di partire, quindi a Timbuctu, nelle maggiori città e nei villaggi del nord del Mali manca di tutto. Saccheggiate anche le banche, i dispensari e le sedi delle Ong con scorte di medicinali.

La situazione, secondo Issa Mahamar Touré, presidente della associazione dei giovani di Gao, è molto ma molto drammatica. I Tuareg e gli islamici entrano nelle case, stuprano donne e bambine, saccheggiano tutto e poi uccidono a sangue freddo. Sono centinaia i cadaveri.

La comunità internazionale non può più far finta di non vedere quello che sta accadendo in Mali. Serve un intervento immediato volto sia a soccorrere la popolazione prigioniera dei Tuareg e degli islamici e, soprattutto, indirizzato a ristabilire la legalità nel nord del Mali. Non si può lasciare una città come Timbuctu, patrimonio dell’Umanità, nelle mani di questi selvaggi assassini e stupratori di bambine. Questa è una delle maggiori priorità che l comunità internazionale si deve dare invece di emettere comunicati stampa dove si afferma di “essere preoccupati” per la situazione in Mali. Ormai la situazione è molto oltre il livello di preoccupazione.

Secondo Protocollo