Ritiro americano dalla Siria: a che gioco sta giocando Trump?

La Turchia lancerà una offensiva militare contro le milizie curde del YPG a prescindere o meno dal ritiro americano. Lo ha detto ieri sera il Ministro degli esteri turco Mevlut Cavusoglu in una intervista alla NTV.

«Se il ritiro americano dalla Siria viene rinviato con scuse ridicole come quella che i turchi stanno massacrando i curdi, accuse che non riflettono la realtà, implementeremo questa decisione» ha detto Cavusoglu alla NTV.

Erdogan, che alcuni giorni fa si è rifiutato di incontrare il consigliere per la sicurezza nazionale americano, John Bolton, sarebbe infuriato con Trump per il suo “cambio di strategia” sull’uscita delle forze americane dalla Siria.

L’attuale suddivisione delle forze in Siria

Gli americani hanno infatti chiesto alla Turchia garanzie precise sul fatto che dopo il loro ritiro dalla Siria l’esercito e le milizie islamiche turche non attaccheranno i curdi, una garanzia che Erdogan non intende dare visto che da mesi progetta proprio di attaccare e occupare il Kurdistan siriano e ritiene il YPG un gruppo terrorista.

Ieri però il Segretario di Stato americano, Mike Pompeo, in visita in diversi Paesi del Medio Oriente, ha fatto intendere che ci sarebbe una intesa con la Turchia in merito a precise garanzie sul fatto che i turchi non attaccheranno le milizie curde alleate degli USA.

Ma nessuno crede alle garanzie offerte da Erdogan, tanto meno i curdi che ancora ieri segnalavano movimenti delle milizie islamiche al soldo di Erdogan al confine con le aree sotto controllo del YPG evidenziando come quei miliziani islamici siano tutti ex membri dello Stato Islamico o estremisti islamici che nulla hanno da invidiare all’ISIS in quanto a brutalità ed estremismo.

Secondo la CNN il ritiro americano dalla Siria sarebbe addirittura già iniziato, il che fa pensare che tutta questa confusione altro non sarebbe che una strategia di Trump per calmierare le critiche interne ed esterne ma che in realtà gli americani si stiano già ritirando dalla Siria seppur, sembra, con l’intenzione di mantenere una base operativa nella regione che dovrebbe essere quella di al-Tanf, nel sud della Siria.

Politicamente non schierato. Voto chi mi convince di più e questo mi permette di essere critico con chiunque senza alcun condizionamento ideologico. Sionista, amo Israele almeno quanto amo l'Italia