Samantha Samantha
Cara Samantha, ho letto divertito (come sempre) la tua risposta a quelle poche semplici domande che avevo fatto (non a te a dire il vero) sulla Palestina le quali non fanno altro che confermarmi che c’è un mondo che vive e si nutre di odio e di ignoranza. Ma non è su questo che volevo scriverti, non è sulla teoria del “Gesù palestinese” o sul fatto che tu creda che ai suoi tempi ci fosse anche chi parlasse arabo e che ci fossero già musulmani, no, volevo un attimo spigarti, da quel “coglione” che sono, alcune cose.
Prima di tutto, io non odio i palestinesi, anzi, vorrei proprio che si facessero un loro Stato e la finissero di rompere i coglioni a mezzo mondo. Vorrei che la smettessero di fare le sanguisughe e che si rimboccassero le maniche per creare, da soli, uno Stato moderno e democratico. Lo potevano fare 60 anni fa, lo potevano fare tante altre volte ma non lo hanno fatto, anzi, non lo hanno voluto fare. Quindi, cara Samantha, con me su questo argomento sfondi una porta aperta.
Quello che detesto è invece l’odio a prescindere che sprigioni da ogni tuo poro.
Io posso accettare la posizione anti-israeliana che tanti, come te, hanno e so come contrastarle. Ho avuto a che fare molte volte con gente che non la pensava come me a riguardo. Vittorio Arrigoni, buon’anima, era una di queste persone ma quando lo hanno ingiustamente incarcerato sequestrando anche un peschereccio, non ci ho pensato un momento a mettermi in contatto con lui (in carcere in Israele) e fare il possibile per aiutarlo scatenando anche un certo putiferio e perdendo amicizie nel mondo sionista. Ma mi sembrava giusto farlo anche se io e Vittorio avevamo due idee diametralmente opposte. Ma lui aveva, a differenza tua, una cospicua identità morale che poteva non piacere ma era forte, salda e determinata. Quando ho parlato con lui in carcere (prima avevo parlato con la sua fidanzata di allora) ci siamo quasi messi a ridere tanto erano evidenti le distanze delle nostre idee. Ma ci siamo parlati e non ci siamo mai offesi. MAI nemmeno quando lui scriveva cose al limite dell’assurdo. E quando ha scritto quello che poi gli sarebbe costato la vita l’ho anche ammirato per il coraggio che aveva avuto, pur rimanendo lontanissimo dalle sue idee.
Tra i miei amici ci sono tanti antisionisti, anche i più acerrimi nemici di Israele e del sionismo. Parlo con loro perché anche se non la pensiamo allo stesso modo non mi verranno mai a dire che Gesù Cristo era palestinese e che in Giudea si parlava l’arabo. Non sosterranno mai che la Palestina va dall’Egitto alla Siria (magari passando per la Giordania), non perché non siano anti-sionisti ma perché sanno benissimo che è una cazzata enorme, una allucinazione.
L’altro giorno sul tuo profilo Facebook ti lamentavi che le donne non diventano mai “icone della sinistra” alludendo probabilmente a te stessa. A parte che non è vero, ma per diventare una icona devi fare qualcosa di serio, non puoi andare avanti a storielle come quella del Gesù palestinese. Serve ben altro anche per la sinistra. Non basta l’odio che tu, molto abilmente, fai passare per amore per la Palestina. Se volessi bene alla Palestina faresti qualcosa per loro invece di sputare odio e dire oscenità storiche.
Detto questo ti saluto, non volevo proprio farti pubblicità e francamente non oso nemmeno considerati una nemica. I nemici, e ne ho, hanno argomenti di ben altra portata e non li sottovaluto mai. Penso invece che tu sia una bomba a orologeria per gli stessi palestinesi. Speriamo che quando se ne accorgeranno non sia già troppo tardi (per loro).
