Sconvolgente: tredicenne palestinese tenta attentato: «sono venuta qui per morire»

Una tredicenne palestinese ha tentato di compiere un attentato contro militari israeliani di guardia a un posto di frontiera nei pressi di Alfei Menashe, in Samaria.

La ragazzina palestinese si è avvicinata al checkpoint di Eliyahu interdetto ai pedoni. Le guardie di frontiera israeliane le hanno ripetutamente intimato di fermarsi ma la ragazzina ha continuato ad avanzare come se nulla fosse e quando ha cercato di prendere qualcosa da sotto la camicia i militari hanno prima sparato in aria e visto che non si fermava le hanno sparato alle gambe. Sconvolgenti le parole della ragazzina ai militari: «sono venuta qui per morire e diventare una martire».

E’ la cultura della morte e del martirio che viene insegnata ai ragazzini palestinesi nelle scuole della UNRWA e nella loro quotidianità dalle TV, dai media palestinesi e dalla dirigenza palestinese che non si fanno scrupolo di usare i bambini nella speranza che vengano uccisi per poi usarli come mezzo di pressione mediatica.

Redazione

Franco Londei

Franco Londei

Politicamente non schierato. Sostengo chi mi convince di più e questo mi permette di essere critico con chiunque senza alcun condizionamento ideologico. Filo-israeliano, anti-Trumpiano

3 Comments Lascia un commento

  1. 17:40, non trovo ancora la notizia su Rainew, LaStampa e IlMessaggero, le stesse testate che il 10 novembre 2015 scrissero di una donna restata uccisa mentre lei tentava per prima di uccidere, sempre lì a Alfei Menashe.
    È come se, a questo giro non essendoci scappato il morto non s’abbia modo di scrivere del “mostro”. Spero di potere contraddirmi, che la notizia abbia ancora bisogno di molto tempo per essere tradotta dal Jerusalmonline o Ynetnews. O avrei modo di pensare, ancora una volta, che la grande stampa nazionale sia palesemente schierata.

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