Tentato omicidio di Alexander Dugin: il comico teorema russo non regge

Tentato omicidio di Alexander Dugin: il comico teorema russo non regge

Innanzi tutto cominciamo con il chiamare le cose con il loro nome, la morte di Darya Dugina, figlia di Alexander Dugin, è stata accidentale. Quella bomba non era destinata a lei bensì a suo padre. Quindi piuttosto che parlare dell’omicidio di Darya Dugina dovremmo parlare del tentato omicidio di Alexander Dugin.

Tra le due cose c’è molta differenza perché se è vero (e lo è) che l’obiettivo dell’attentato era l’ideologo di Putin vuol dire che l’attentato è fallito.

Ora, secondo l’FSB che stranamente è riuscito a collegare tutto in pochissime ore, l’autrice dell’attentato sarebbe una super spia ucraina di nome Natalya Vovk, la quale oltre ad andare in giro per il mondo a mettere bombe accompagnata dalla figlia dodicenne, una cosa normalissima per ogni super spia che si rispetti, dopo essere riuscita a infilare qualche Kg di plastico sotto il sedile della macchina di Alexander Dugin e averlo seguito per attivare l’ordigno, non si è accorta che nel frattempo l’ideologo di Putin era sceso dalla macchina, mancando così il suo obiettivo.

Ricapitoliamo, i servizi russi hanno ricostruito che Natalya Vovk, figlia dodicenne al seguito (e già ci sarebbe di che pensare), prende casa nello stesso stabile super sorvegliato di Dugin ma nessuno controlla chi è, mette qualche Kg di plastico nella macchina sempre super sorvegliata di Dugin, la segue a bordo della sua Mini e fa saltare l’auto del suo obiettivo senza accorgersi che lo stesso era sceso.

Tutto questo l’FSB lo avrebbe ricostruito in poche ore con tanto di filmati esplicativi ma non avrebbe controllato chi fosse la donna che aveva preso casa nello stesso stabile di Dugin, cosa assai strana dato che chiaramente avevano un dossier su di lei. Se non fosse una cosa seria sarebbe comica.

Ad essere maliziosi si potrebbe pensare che il dossier sul tentato omicidio di Alexander Dugin – che doveva essere un omicidio – era già pronto su qualche scrivania di qualche funzionario dell’FSB.

Quindi, la vera domanda che a questo punto si porrebbe un complottista di rango sarebbe: per chi lavorava questo funzionario dell’FSB? Per Putin o per qualcuno che voleva mandare un messaggio al boia del Cremlino?

Insomma, Putin voleva far fuori Dugin, scomodissimo in caso di eventuali negoziati con l’Ucraina, oppure un oppositore di Putin voleva mandare un messaggio al Cremlino? Perché in tutta onestà la ricostruzione ufficiale dell’FSB è una comica.

Franco Londei

Politicamente non schierato. Sostengo chi mi convince di più e questo mi permette di essere critico con chiunque senza alcun condizionamento ideologico. Sionista, amo Israele almeno quanto amo l'Italia

Post navigation

back to top