Una riflessione sulla gnocca

A chi non piace la gnocca? Beh, certo, c’è a chi non piace (de gustibus), però senza fare torto a nessuno posso affermare con una certa sicurezza che la gnocca piace a buona parte degli uomini, me compreso. E allora perché tutto questo accanirsi sul quel povero Silvio solo perché vuole fondare un nuovo partito che porti il nome della beneamata gnocca?

Viene da pensare che noi, poveri uomini “normali”, si sia invidiosi del Premier per la sua fortuna con l’infinita schiera di patonze (termine suo) che gli girano attorno pronte a concedersi alle sue voglie. E’ vero, ammettiamolo, chi di noi non ha rosicato di fronte alle immagini di tutte quelle super patonze che si concedevano al premier? Chi di noi non ha sognato di essere “l’utilizzatore finale” di siffatta schiera di gnocche altamente disinibite? Lo so, adesso i più religiosi di voi negheranno anche sotto tortura di avere avuto pensieri peccaminosi a riguardo, ma di fronte al prete che vi confesserà non potrete negare il pensiero immondo e peccaminoso. Ego te absolvo a peccatis tuis in nomine………….

Bene, appurato che a tutti noi piace infinitamente la gnocca, specie se super patonza, il nostro pensiero non può non andare a quello che è “l’essere femminile” e lo stato in cui è ridotto tale “essere” dopo che è emerso l’assoluta tranquillità con la quale veniva (e viene) disprezzata la femminilità delle donne.

E adesso voi direte: si ma quelle sono mignotte, pardon escort, e quindi lo fanno di mestiere, pure super pagato. Vero, verissimo, oltretutto è il mestiere più vecchio del mondo quindi niente da dire. Qualcun altro dirà: da sempre in politica i favori si pagano anche con la gnocca. Vero anche questo, chissà poi quante non ne sappiamo. Però a memoria d’uomo (almeno della mia) non si ricorda un decadimento così evidente dell’essere femminile, una svalutazione del sesso della donna oltremodo oltraggiosa per la stragrande maggioranza delle donne che di mestiere fa altro e che per riuscire a portare un tozzo di pane a casa lavora 12/14 ore al giorno, magari a 3 euro e novantacinque all’ora.

Ecco, a questo vorrei arrivare, alle quattro operaie morte sotto il crollo di Barletta, donne dignitose che lavoravano per 3,95 euro all’ora in nero. Donne non certo “patonze” o “gnocche” ma certamente più dignitose di chi con una semplice sveltina si porta a casa 5.000 euro o un posto da consigliere regionale. L’uscita di Berlusconi sul “partito della gnocca” o “forza gnocca” che dir si voglia, fatta in concomitanza con i funerali di queste normalissime e dignitosissime donne lascia davvero esterefatti, sia per il cattivo gusto che comunque stona in un uomo di stato, sia per l’insulto indiretto verso milioni di donne che per campare fanno altro in luogo della mignotta. Ecco di cosa parlo quando accenno al “decadimento e al disprezzo dell’essere femminile”. A me è sembrato una offesa a tutto il mondo femminile, e posso garantire sulla mia assoluta amoralità a tal riguardo.

E allora, viva la gnocca, viva la patonza, ma per favore rispettiamo la donna e non riduciamola a semplice oggetto di cui vantarsi o addirittura a simbolo partitico giusto per dimostrare con disprezzo il nostro machismo, perché è questo che si sta facendo in Italia da una certa parte di politica. Ridurre il tutto a una “semplice battuta” come vorrebbero fare i lacché del Premier è davvero riduttivo e intollerabile e noi uomini amanti della gnocca non possiamo più permetterlo.