L’incredibile equivoco dei profughi palestinesi

E’ incredibile come sui presunti profughi palestinesi ci sia una così vasta disinformazione faziosa. Oggi leggevo un articolo su un noto sito internet che si definisce “pacifista” e che rappresenta una famosa Ong notoriamente filo-araba. L’articolo parlava dei profughi palestinesi in Libano e delle loro “terribili condizioni”.

La cosa non sarebbe di per se strana se non fosse che il “noto sito autodefinitosi pacifista” riporta numeri, per quanto riguarda i profughi palestinesi o supposti tali, che non hanno niente a che vedere con la realtà. Addirittura arriva a dire che il numero dei profughi palestinesi nel corso degli anni è lievitato.

Fatta salva la situazione nei cosiddetti campi profughi palestinesi in Libano, delle vere e proprie città, che sicuramente è esecrabile, ritengo che vada fatta chiarezza una volta per tutte su quello che io chiamo “l’equivoco del profughi palestinesi”, un equivoco nato in contemporanea con la nascita della UNRWA, l’agenzia dell’Onu per i rifugiati palestinesi, una agenzia del tutto e per tutto separata dalla UNHCR, cioè l’agenzia Onu per i rifugiati.

A parte il fatto che non si capisce bene il perché sia stata creata una agenzia ad hoc per i palestinesi quando la stessa cosa non è mai stata fatta per nessuno, nemmeno per quei popoli che vedono veramente milioni di profughi come possono essere i kurdi nel Kurdistan, gli Zagawa nel Darfur, i somali in Somalia o i Karen in Birmania, solo per citare pochi esempi. Ma quello che proprio sfugge a qualsiasi logica è il concetto di profugo applicato dalla agenzia per i palestinesi, del tutto diverso da quello applicato dalla UNHCR per tutto il resto del mondo, quello cioè di considerare profughi anche i discendenti dei profughi originali.

Dovete sapere infatti che la UNRWA, a differenza della UNHCR, considera profughi anche i figli, i nipoti e i pronipoti dei profughi originali palestinesi. Sfido io che il numero lievita. Un bambino nasce direttamente con lo status di rifugiato, cosa che non avviene in nessuna altra parte del mondo. E così gli originali 400.000 profughi palestinesi divisi tra Libano, Giordania, Siria, Egitto e Iraq nel corso degli anni sono diventati 4,5 milioni il tutto perché delle assurde regole pensate apposta per i palestinesi fanno si che ciò avvenga. E’ un equivoco colossale al quale occorre porre rimedio anche perché questa assurdità è una delle ragioni per cui i colloqui di pace tra palestinesi e israeliani sono al palo.

Di certo non fanno bene coloro che pur sapendo queste cose soffiano sul fuoco sebbene si definiscano pacifisti. E’ giusto denunciare le condizioni di vita nelle cittadelle palestinesi in Libano o in qualsiasi altro Paese arabo in cui sorgono, ma sarebbe altrettanto giusto denunciare che quelle condizioni di vita sono generate da un equivoco di fondo di cui l’unica colpevole è la UNRWA e l’Onu più in generale. Se non si fa questo è solo per ipocrisia o per puro odio anti-israeliano. E allora il pacifismo di va a far friggere e diventa, al contrario, puro odio e disinformazione.

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