Africa: alta tensione tra Sudan e Uganda

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Non bastavano le tensioni interne al Sudan, gli scontri in Darfur e nello Stato di Jonglei (Sud Sudan), non bastavano le tensioni sui confini e sul prossimo referendum per l’autodeterminazione del Sud Sudan, ora un’altra tegola si abbatte sulle speranze di pace dell’area dei Grandi Laghi: un gruppo di Janjaweed, i diavoli a cavallo finanziati e armati da Khartoum, avrebbe attaccato un gruppo di militari ugandesi nella Repubblica Centrafricana uccidendone dieci.

Le notizie, a dire il vero, sono piuttosto confuse. I fatti sarebbero questi: una squadra speciale di militari del UPDF (l’esercito ugandese) era a caccia dei ribelli del Lord’s Resistence Army (Lra) all’interno dei confini della Repubblica Centrafricana. Accordi tra Uganda, Congo, Repubblica Centrafricana e Sud Sudan, permettono infatti alle squadre speciali ugandesi di entrare nei suddetti Stati per dare la caccia al terribile gruppo ribelle ugandese che si è macchiato di immani stragi di civili. A un certo punto i militari ugandesi sarebbero stati attaccati da un nutrito gruppo di Janjaweed (si parla di 400 unità). Lo scontro ha lasciato sul terreno dieci militari ugandesi morti e un numero imprecisato di feriti.

A Kampala all’inizio si è parlato di un attacco dei ribelli del Lra, versione corretta successivamente dal portavoce dell’UPDF, Felix Kulaigye; il quale ha confermato che non sono stati ribelli guidati da Joseph Kony ad attaccare i militari ugandesi (anche perché non ne hanno più la capacità) ma sarebbero stati i Janjaweed. Cosa ci facesse un gruppo così numeroso di Janjaweed all’interno della Repubblica Centrafricana è tutto da capire, ma quello che lascia interdetto il Governo ugandese è l’attacco proditorio ai loro militari.

Una commissione d’inchiesta è stata istituita dal UPDF per indagare sui fatti. Kampala accusa però da molto tempo Khartoum di proteggere, finanziare e armare il Lord’s Resistence Army. Addirittura, secondo fonti di intelligence ugandese, il loro leader, Joseph Kony, ricercato anche dal Tribunale Penale Internazionale per crimini contro l’Umanità, sarebbe protetto in territorio sudanese, in una località vicino a Nyala, nel Darfur Meridionale. Se fosse confermato l’attacco da parte dei Janjaweed per Kampala sarebbe una ulteriore prova dell’appoggio dato dal Governo sudanese ai ribelli del Lra.

Questo episodio contribuisce, purtroppo, ad innalzare ulteriormente la tensione nell’area dei Grandi Laghi, tensione già altissima a causa dei numerosi fatti di violenza che stanno avvenendo in Sud Sudan, fatti di cui si ritiene sia responsabile proprio Khartoum. Già nei giorni scorsi Kampala aveva fatto sapere che nel caso di una ripresa del conflitto tra Nord e Sud Sudan, come in passato si sarebbe schierata (anche militarmente) con il Sud, fatto questo che aveva scatenato una durissima critica da parte del Presidente sudanese Al-Bashir che ha accusato l’Uganda di interferenza nelle questioni interne al Sudan.