Altro che morte per asfissia. La verità sull’assassinio di Christopher Stevens, ambasciatore USA in Libia, emerge da alcuni video in mano alla polizia libica e di cui ne ha dato notizia France24. Il corpo dell’ambasciatore sarebbe stato trascinato per le strade di Bengasi, preso a calci e sputi mentre la folla urlava Allahu Akbar (Dio è grande).

I responsabili di questa violenza sarebbero gli estremisti di Ansar al-Sharia, un gruppo islamico salafita legato a doppia mandata ad Al Qaeda. Secondo Mathieu Guidère, autore di “La Primavera araba: la democrazia e la sharia” questo gruppo, molto potente e ben armato che controlla di fatto la città di Bengasi, si prefigge di instaurare la Sharia come unica legge in Libia.
Resta incredibile l’atteggiamento dell’Amministrazione Obama che prima ha diffuso una foto del cadavere dell’ambasciatore facendo credere che quelli erano soccorritori quando invece erano i carnefici, poi ha nascosto il fatto gravissimo del vilipendio al cadavere del povero Christopher Stevens. Davvero incredibile.
arrivano anche le prime ammissioni
http://www.examiner.com/article/lebanese-report-us-ambassador-raped-before-murdered
Solo quando Obama smetterà di genuflettersi verso la Mecca, l’Occidente avrà qualche possibilità di salvarsi dall’odio islamico. Nessuna speranza senza la certezza nei valori democratici occidentali, valori che Obama si ostina a non capire e a sottovalutare.