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Al Qaeda smaschera Obama. Niente più fiori nei cannoni

Solo pochi giorni fa, in occasione delle commemorazioni dell’11 settembre, il Presidente americano Barack Obama ne sparò una delle sue quando affermò che “Al Qaeda era sconfitta”. Ne abbiamo parlato in questo articolo smontando pezzo per pezzo quella assurda e ridicola affermazione.

A distanza di pochissimi giorni è arrivata anche la risposta di Al Qaeda. I tumulti nel mondo islamico che hanno preso a pretesto quel ridicolo cortometraggio americano (Innocence of Muslims), dopo aver cercato per farlo passare per l’ennesima volta come una provocazione ebraica (smascherata da Rights Reporter e non da fantomatici blogger), si sono concentrati su quello che era il loro vero obbiettivo, l’occidente. Ebbene, è ridicolo pensare che tutte quelle manifestazioni non abbiano alle spalle una raffinata regia, nemmeno tanto occulta se si guardano i luoghi dei focolai e si paragonano con quelli indicati nell’articolo citato sopra. Sono gli stessi dove Al Qaeda è tutt’altro che sconfitta. Anche la “tempistica” dell’uscita su Youtube del filmato tradotto in arabo non è causale. Erano mesi che il trailer di quel filmato circolava in rete ed era stato visto appena da qualche centinaia di persone (l’11 settembre erano 388). Improvvisamente, proprio l’11 settembre, scoppia la bomba e succede il finimondo.

C’è Al Qaeda dietro a questo sommovimento del mondo islamico e il ridicolo film blasfemo è solo un pretesto. Hanno avuto mesi per organizzare il tutto con la complicità dei gruppi salafiti, da sempre legati alla ideologia quaedista. Volevano dimostrare prima di tutto che Al Qaeda non è finita, anzi, e viva e vegeta. Poi volevano mettere in difficoltà la debole politica di Obama verso l’islam e ci sono riusciti. Non hanno guardato in faccia a nessuno, nemmeno ai Fratelli Musulmani che, incredibilmente, sembrano essere considerati dei moderati sia dai salafiti che da un occidente accecato da improbabili prospettive di democrazia nei Paesi islamici. Anche l’uccisione dell’ambasciatore americano in Libia che è stata, per ora, il culmine di questa vera e propria strategia studiata a tavolino non è stata per niente casuale, tanto è vero che pochi minuti dopo l’uccisione del diplomatico americano sui siti web legati ad Al Qaeda campeggiava già la rivendicazione ufficiale.

Ora il punto è uno solo: saranno in grado l’occidente e l’America di metabolizzare questa nuova (vecchia) realtà? Scott Wilson, sul Washington Post, chiede a Obama di “rivedere la sua politica nei confronti dell’Islam” e anche quella nei confronti dei Governi emersi dalle cosiddette “primavere arabe”. Al Presidente americano si chiede prima di tutto di interrompere gli aiuti finanziari promessi ai Fratelli Musulmani egiziani e tunisini, in particolare di interrompere gli aiuti militari all’Egitto. Il rischio che questi fragili governi finiscano sotto il ricatto dei salafiti (e quindi di Al Qaeda) è troppo alto e sapere che armi americane possano finire in mano agli estremisti islamici e una cosa che l’America non può sopportare. E poi è ora di finirla con la storia dei “fiori nei cannoni”. E’ ormai chiaro che con l’Islam i fiori non funzionano (o, se volete, non funziona la politica della mano tesa).

Tuttavia dubito seriamente che Barack Hussein Obama riuscirà a metabolizzare e a imparare qualcosa da  questa vera e propria sconfitta globale che in due giorni ha cancellato la visione romanzata che il Presidente USA aveva dell’Islam. Questo brusco ritorno alla realtà non influenzerà minimamente la sua politica estera di fine mandato. Anzi, pur di non ammettere che aveva torto continuerà la sua assurda corsa verso l’abisso, prima fra tutte la sua posizione sul nucleare iraniano e poi gli aiuti militari all’Egitto dei Fratelli Musulmani. Oggi il New York Times, notoriamente vicino a Obama, ha diffuso un sondaggio della scorsa settimana dove si afferma che il Presidente è in risalita nei gradimenti USA. Mi piacerebbe vedere un sondaggio di oggi per vedere se gli americani la pensano come sette giorni fa. Le balle sono finite sig. Obama, questa è la dura realtà islamica. E ora di togliere i fiori dai cannoni.

Adrian Miscemi