Anche il Coronavirus gioca a favore di Erdogan per ricattare la UE

9 Marzo 2020

Pensate solo per un attimo cosa succederebbe se nel mezzo delle crisi derivata dall’epidemia di Coronavirus che sta colpendo l’Europa ci ritrovassimo anche con milioni di persone che premono sui confini europei per entrare nella UE.

Sicuramente ci ha pensato Erdogan e nemmeno tanto in privato se è vero che il suo Ministro degli esteri, Hamdi Aksoy, ha avvisato l’Europa che in mancanza di nuovi e cospicui aiuti economici alla Turchia, Istanbul non sarebbe più in grado di gestire i milioni di rifugiati/migranti presenti in Turchia i quali quindi sarebbero lasciati liberi di tentare di entrare nei confini europei.

Qualche avvisaglia l’abbiamo già vista nei giorni scorsi quando con la scusa della crisi ad Idlib, in Siria, Erdogan non solo ha ordinato alle sue guardie di frontiera con la Grecia e con la Bulgaria di non fermare i clandestini, ma li ha fatti addirittura accompagnare al confine con degli autobus.

Stando a quanto afferma il Ministro degli interni turco, Suleyman Soylu, sarebbero già 100.000 i rifugiati/migranti che stanno cercando di entrare in Europa attraverso la Grecia e la Bulgaria.

E anche se i numeri sembrano obiettivamente gonfiati, rendono l’idea di cosa effettivamente potrebbe succedere se Erdogan desse veramente il via a questo vero e proprio spostamento di massa.

E non ci sono solo Grecia e Bulgaria ad essere interessati da un possibile esodo di massa di migranti attualmente sotto controllo turco, c’è anche l’Italia, non tanto per i confini terrestri con i Balcani (sbocco naturale dalla Grecia e dalla Bulgaria) quanto piuttosto perché Erdogan sta cercando di diventare attore fondamentale anche in Libia dove ha già trasferito 4.750 uomini per sostenere il Governo di Tripoli, cioè quello che noi italiani “paghiamo” per “tenere a bada” i migranti sub-sahariani.

In sostanza si rischia seriamente che Erdogan prenda in mano il controllo totale delle migrazioni verso l’Europa (sia dai Balcani che dall’Africa) ottenendo quindi un’arma di ricatto formidabile verso Bruxelles specie in un momento in cui l’Europa è alle prese con l’avanzare dell’epidemia da Coronavirus.

Sono molti gli analisti che vedono in uno scenario come questo una vera e propria “bomba atomica” nelle mani di Erdogan, centinaia di migliaia di persone che tentano di entrare in Europa mentre siamo alle prese con una pandemia senza precedenti.

In un editoriale di qualche giorno fa Burak Bekdil del The Gatestone Institute invitava l’Europa a «non cadere vittima del ricatto turco», ma nel concreto sarà molto difficile sottrarsi a questa combinazione di Coronavirus e migranti, che non è certo una cosa studiata a tavolino ma che oggettivamente arriva in un momento temporale molto particolare per cui alla fine, volenti o nolenti, dovremo mettere le mani nel portafoglio e pagare la tangente al Califfo turco.

Franco Londei

Politicamente non schierato. Sostengo chi mi convince di più e questo mi permette di essere critico con chiunque senza alcun condizionamento ideologico. Sionista, amo Israele almeno quanto amo l'Italia

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