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Esattamente 25 anni fa cadeva il Muro di Berlino aprendo la strada non solo alla riunificazione delle due Germanie ma a tutta una serie di avvenimenti che portarono alla caduta dell’URSS e alla fine della guerra fredda.

Eppure c’è chi ancora rimpiange i “bei tempi” del Muro di Berlino, quando erano chiari gli schieramenti che si fronteggiavano, quando il male stava a Mosca e il bene a Washington, quando i buoni eravamo noi e i cattivi erano loro, i comunisti.

Ieri sera parlavo proprio con uno di questi nostalgici dei “bei tempi” del Muro di Berlino il quale mi faceva notare come oggi il mondo sia molto più insicuro di quando c’era la guerra fredda. «Una volta sapevi chi avevi contro. Oggi non lo sai. I nemici si sono moltiplicati e il mondo è molto meno sicuro» mi ha detto con una certa convinzione.

Bene, io non sono molto d’accordo con questa teoria anche se devo ammettere che su certi aspetti il mio amico potrebbe aver ragione. Solo che se il mondo non è migliore non è perché è caduto il Muro di Berlino ed è finita la guerra fredda, ma perché noi non abbiamo saputo approfittare di quel magico momento. La colpa del momento di estrema difficoltà geopolitica che sta vivendo il nostro mondo non deriva dal fatto che oggi non si ha ben chiaro chi siano i nemici o i buoni e i cattivi, a ben pensarci sono gli stessi di 25 anni fa. Solo che dopo un primo momento di smarrimento con lo sgretolamento del blocco sovietico i nemici si sono semplicemente riciclati, hanno cambiato i vestiti e messi quelli dell’estremismo islamico, del terrorismo internazionale o si sono imborghesiti facendosi passare da politici. Per fare un esempio, la OLP di 25 anni è la stessa di oggi, solo che adesso si chiama ANP e ha un seggio all’Onu, si chiama Hamas e stanno facendo di tutto per farlo passare da movimento politico. Sono sempre loro, solo che sono un tantino più furbi.

La colpa di tutto questo non è da attribuirsi quindi alla caduta del Muro di Berlino, ma alla nostra incapacità di sfruttare quel fantastico momento, quella irripetibile occasione. Potevamo fare tante cose che non abbiamo fatto (parlo di quelli della mia generazione) invece di crogiolarsi al sole dell’abbattimento del muro. Potevamo e dovevamo usare quel momento per rendere il mondo più sicuro, per dare ai nostri figli un mondo migliore. Invece gli stiamo consegnando un mondo molto peggiore di quello che abbiamo vissuto noi, più insicuro, più sporco, più sconvolto dagli eventi climatici, un mondo che sembra più un inferno che quel paradiso che ci immaginavamo 25 anni fa.

Queste ricorrenze dovrebbero essere usate per farsi un bell’esame di coscienza e per ripercorrere a ritroso gli avvenimenti e capire dove si è sbagliato, capire perché il nostro sogno di 25 anni fa si è trasformato in un incubo.

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