Conferenza degli Ambasciatori: tante parole, poca sostanza, zero Diritti

Si è conclusa giovedì al Ministero degli Affari Esteri (MAE) la VII conferenza degli Ambasciatori che ha visto tra gli altri (130 Ambasciatori e varie personalità) la partecipazione del Presidente Napolitano, del Premier Berlusconi e del Ministro Frattini. Obbiettivo della due giorni di lavori era presentare un MAE rinnovato e al passo con i tempi.

L’obbiettivo, come si vede, era assai ambizioso, se non fosse stato che sulle teste degli intervenuti aleggiava come un condor la manovra economica che prevede ulteriori e gravissimi tagli proprio al Ministero degli Affari Esteri, già falcidiato in settori importanti come la cooperazione allo sviluppo e la promozione dei Diritti Umani, cioè quelle due branchie che fanno la differenza tra un Ministero degli Esteri mediocre e uno eccellente. Purtroppo, nonostante le buone intenzioni espresse a parole dai vari intervenuti, il nostro Paese da mediocre qual’era sta andando a lunghi passi verso il pessimo.

Si è parlato moltissimo della riforma della Farnesina, si è parlato di come incentivare il business italiano (esportare il marchio Italia), di come aiutare le imprese italiane all’estero e di come le Ambasciate e i Consolati debbano diventare (ma non lo dovevano già essere?) “erogatori di servizi”. Peccato che si intendesse parlare solo ed unicamente le ditte italiane o gli imprenditori e non i semplici cittadini. Loro, specie se si vengono a trovare in difficoltà all’estero, di servizi ne vedono davvero pochi come ben spiegato nel nostro rapporto annuale che trovate in coda all’articolo.

I servizi erogati dalle dipendenze italiane all’estero verso il “normale cittadino” sono scandalosamente scadenti, tanto scadenti che più volte ci siamo chiesti se il Ministro Brunetta, che tanto parla di fannulloni nella pubblica amministrazione, ne fosse a conoscenza.

Eppure, nonostante si parli di trasformare il MAE in un erogatore di servizi al cittadino, non si è fatto un minimo di autocritica sulle tantissime falle del sistema, non si è analizzato il motivo per cui oltre l’87% dei cittadini italiani che a vario titolo hanno avuto a che fare con un’Ambasciata o un Consolato italiano, si sono detti “ignorati”. Non insoddisfatti, non abbandonati….. ignorati.

Noi, onestamente, pensavano – forse da ingenui – che la Conferenza degli Ambasciatori fosse l’occasione giusta per fare una severa autocritica, per vedere cosa non va nel “sistema MAE”, per parlare del perché Ambasciate e Consolati sono visti dall’87% delle persone che hanno avuto a che fare con loro, come una “macchina succhia soldi” piena di persone completamente disinteressate alle problematiche dei cittadini italiani all’estero. Pensavamo che fosse stata l’occasione buona per togliere una volta per tutte di mezzo quella struttura inutile e costosissima – finanziata dallo Stato – che sono i COMITES, specie in un momento di crisi come questo. Purtroppo non è stato così.

Rimane il fatto che, al di fuori delle pompose riunioni farcite da discorsi roboanti, il sistema MAE è ridotto ai minimi termini, incapace di garantire una seppur minima difesa dei Diritti dei cittadini italiani all’estero. A meno che non siate il rampollo di qualche ricca famiglia di imprenditori beccato a fare lo scemo da qualche parte. Allora e solo allora il sistema funziona. Ma questo è un altro discorso.

Bianca B.

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