Potete leggere il Sacro Corano in lungo e in largo, da nessuna parte troverete un accenno all’obbligo per le donne islamiche di indossare il burqa o il niqab. Non lo troverete perché semplicemente non c’è, è solo una imposizione maschilista e misogina tipica del mondo maschile islamico, niente a che vedere, quindi, con i precetti religiosi.

Per questo, perché il burqa e il niqab non hanno niente a che vedere con la religione islamica, non sono altro che una gravissima costrizione per la donna islamica voluta e imposta dalla misoginia dell’uomo musulmano, una misoginia che molto speso porta a veri e propri soprusi che vanno ben al di la dell’imposizione del burqa o del niqab e che arrivano a indicibili violenze, anche gravi, nei confronti della donna musulmana.

Il 99% delle donne islamiche costrette dai loro mariti o padri a indossare il burqa o il niqab non lo vorrebbero fare e, se vi dicono il contrario, è solo ed esclusivamente per paura delle conseguenze. E’ ora di smetterla con il luogo comune che ci sia qualche donna musulmana contenta di coprirsi da capo a piedi con quei pesantissimi vestiti. NON E’ VERO

Per questo occorre plaudire e copiare la legge introdotta ieri in Belgio che vieta il burqa e il niqab, perché quella legge tutela i Diritti delle donne musulmane e non, come qualcuno si è affrettato a dire, li viola. Chi impone a una donna di indossare il burqa o il niqab viola i Diritti della donna, non chi le vuole liberare da questa terribile costrizione.

Nei prossimi giorni una legge simile potrebbe essere introdotta anche in Francia su proposta del Presidente Sarkozy, nonostante sia stata incredibilmente giudicata “legalmente poco solida” dal Consiglio di Stato francese. Non vedo come possa essere legalmente poco solida una legge che tutela i Diritti delle donne islamiche.

Ora aspettiamo con trepidazione che anche l’Italia si adegui al Diritto ed emetta una legge che vieti il burqa e il niqab. Non si stiano ad ascoltare gli appelli misogini dei leader religiosi musulmani, il Sacro Corano non dice da nessuna parte che una donna è costretta a coprirsi integralmente e nemmeno che adotti tutti quei simboli di sottomissione quali il chador, il hijab e tutti quei veli che servono solo a evidenziare sottomissione all’uomo o a sottolineare una differenza di genere. Il Movimento Femminista Musulmano non aspetta altro per liberare migliaia di sorelle da questa assurda costrizione.

Amina A.

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