Opinioni

Donald Trump: elogio (e speranze) di un critico indefesso

Set 27, 2020

Donald Trump: elogio (e speranze) di un critico indefesso

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Che il sottoscritto non sia propriamente un fan di Donald Trump non è certo una novità. Non è una questione di politica, di destra o di sinistra, è che secondo me il Presidente americano non è adeguato a guidare la più grande potenza mondiale.

Ma se la cura a Trump di chiama Joe Biden, cioè una versione depotenziata di Barack Obama, allora la cura è peggiore della malattia. E ci è andata bene che la cura non fosse Bernie Sanders altrimenti ci saremmo trovati un estremista di sinistra alla Casa Bianca.

Perché dopo tanto tempo torno a parlare di Donald Trump? Perché con l’approssimarsi delle elezioni presidenziali negli Stati Uniti mi rendo conto della spasmodica attesa e delle speranze che gente come i mullah iraniani o i leader palestinesi ripongono nell’elezione di Biden.

Se Donald Trump dovesse essere sconfitto Joe Biden ha già fatto intendere che sul nucleare iraniano tornerà a quanto a suo tempo deciso da Barack Obama, cancellando cioè le ottime decisione prese da questa Amministrazione sull’Iran.

Non solo. Se Biden dovesse andare alla Casa Bianca ci aspettiamo una pesante rivalutazione della questione palestinese, proprio ora che finalmente è stata relegata nell’angolo del nulla anche dagli arabi.

Non ho sempre approvato le decisioni di Trump sul Medio Oriente, ma è indiscutibile che per Israele ha fatto più di qualsiasi altro Presidente americano.

Mi dite che non c’è solo il Medio Oriente e Israele? Vero, ma io mi interesso di Medio Oriente e di Israele (e dell’Africa) e sugli altri campi non metto becco. E se parliamo di questo, anche i più critici con Trump, come lo sono io, non possono non concordare con me che questo Presidente ha rimediato ai gravi errori di Obama con l’Iran e ha messo in un angolo l’ormai tediosa questione palestinese avvicinando i paesi arabi a Israele.

Poi lo possiamo criticare su tante cose, a partire dalla gestione “allegra” della pandemia fino alle assurde guerre commerciali che settimanalmente mette in piedi, ma sul versante mediorientale c’è davvero ben poco da criticare.

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Politicamente non schierato. Voto chi mi convince di più e questo mi permette di essere critico con chiunque senza alcun condizionamento ideologico. Sionista, amo Israele almeno quanto amo l'Italia