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Donne islamiche e velo imposto: la miglior difesa sta nel Corano. Evolve il femminismo islamico

Quando una donna islamica decide di sua volontà di non voler indossare il velo, che sia chador, hijab, niqab o burqa, la sua miglior difesa sta nel Sacro Corano. Infatti non esiste scritto da nessuna parte del Sacro Corano che una donna debba indossare il velo.

n1663579065_19725_9604Al contrario il Sacro Corano sostiene i Diritti della donna, Diritti come decidere l’uomo che vuole sposare, il Diritto di avere una educazione, il Diritto di avere la stessa parte di eredità di un uomo e anche il Diritto di non coprire i capelli. Secondo il Sacro Corano la donna ha gli stessi Diritti dell’uomo.

Ma allora perché alle donne islamiche viene imposto di indossare il velo? Perché in molte giurisprudenze di Paesi Islamici la donna non ha gli stessi Diritti dell’uomo? Perché anche in Europa le donne islamiche sono discriminate all’interno della propria società? La risposta sta in una cattiva interpretazione del Sacro Corano che nel corso dei secoli si è via via diffusa arrivando a interpretazioni estreme come quelle che ne danno gli studenti coranici afghani (i talebani). Se vogliamo, nel corso dei secoli l’uomo islamico, sentendo la necessità di affermare il suo potere sulla donna l’ha resa progressivamente succube di queste interpretazioni. Fondamentalmente l’uomo islamico teme l’evoluzione della donna in quanto teme di perdere tutto il potere che esercita su di essa. In definita l’interpretazione del Sacro Corano non è altro che un atto di viltà da parte dell’uomo.

Non sono io a dirlo, ma sono studi durati diversi anni portati avanti da un gruppo di donne coraggiose che hanno studiato a fondo il Sacro Corano arrivando a dare la giusta interpretazione dello stesso. Per fare un solo esempio, l’interpretazione maschile della famiglia islamica vede la stessa come una struttura patriarcale dove l’uomo ha il compito di difendere la donna ma soprattutto dove il maschio è il “custode” della femmina e della sua “moralità”. In questa struttura la donna è assoggettata all’uomo perché dipende in tutto e per tutto da lui. Se una figlia commette un atto che il padre giudica “poco morale” viene punita immediatamente. Non ha importanza cosa abbia commesso, l’importante è il metro di giudizio del padre. Queste studiose hanno dimostrato che invece non c’è scritto da nessuna parte del Sacro Corano che la struttura famigliare debba essere di tipo patriarcale, anzi, hanno dimostrato che nell’antichità le famiglie nell’Islam erano tutte di tipo matriarcale.

Molto lentamente il femminismo islamico si fa strada nel difficile mare dell’integralismo fatto di violenza sulle donne e di errate interpretazioni di quanto detto dal Profeta. La vittoria ottenuta in Marocco con il cambiamento della legge sul Diritto di famiglia che oggi riconosce alla donna gli stessi Diritti degli uomini, è solo una prima importantissima vittoria che però si scontra con il regresso che si evidenzia nei paesi occidentali. Infatti se in Marocco il Diritto di famiglia viene applicato per legge, se nelle città marocchine le donne sono fondamentalmente libere di fare le proprie scelte, in occidente dove vi è una foltissima comunità di immigrati marocchini, negli ultimi anni si è assistito a un deciso regresso dei Diritti delle donne. Oggi l’80% delle donne marocchine sposate in occidente è obbligata dal marito a portare il velo (in alcuni casi integrale). Quelle che si oppongono a questa pratica vengono sistematicamente picchiate. Se una ragazza marocchina flirta con un giovane occidentale viene immediatamente etichettata come una poco di buono. In casi estremi viene addirittura rinchiusa in casa o, come già successo nel caso vada via di casa, uccisa dallo stesso padre o dai fratelli. Paradossalmente le donne marocchine hanno più Diritti in Marocco che in Europa.

All’evolversi del femminismo islamico in tutto il mondo si contrappone una sempre maggiore resistenza da parte dei conservatori della fede che vogliono preservare l’interpretazione maschile del Sacro Corano. Ci sono Stati dove parlare di “femminismo islamico” può costare la vita. L’Arabia Saudita, l’Iran, l’Algeria, alcuni stati islamici africani, quasi tutti gli Stati del Golfo, sono solo alcuni esempi. Ma quello che più sconcerta sono le difficoltà che il femminismo islamico incontra in occidente nonostante vi siano leggi ben precise a tutela dei Diritti delle donne. Sembra quasi che il mondo islamico viva di leggi sue e non di quelle dei Paesi “ospitanti”. C’è una certa paura da parte di chi non è islamico a interessarsi dei Diritti delle donne musulmane, una specie di “timore di interferire” che pregiudica non poco il lavoro delle femministe islamiche. Occorre che il mondo occidentale, l’Europa, aiuti concretamente il fragile e debole movimento femminista islamico, occorre avere il coraggio di “interferire”, perché è lo stesso Sacro Corano a sancire i Diritti delle donne, tutto il resto è puro maschilismo e misoginia.

Articolo scritto da Amina A.