Elezioni Europee: ma quando si parla di Europa?

Premetto che mi interesso molto poco di politica italiana. Diciamo che la guardo con distacco con qualche timore per l’avanzata di Grillo che considero quanto di più pericoloso ci sia per la democrazia. Mi interessa molto di più la politica internazionale, per questo guardavo con curiosità a queste prossime elezioni europee.

Ma a guardare la campagna elettorale in Italia si parla di tutto meno che di politica europea, si scannano, si insultano ma di Europa c’è pochissimo. Eppure i problemi sul tavolo sono tantissimi, a partire dal cambiare radicalmente l’Unione Europea trasformandola da una unione monetaria a una unione politica, una federazione di Stati che abbia una politica estera comune (intendo una politica seria, non quella ridicola fatta dalla Ashton), un esercito comune, una Costituzione seria che non sia quel ripiego che è il Trattato di Lisbona. Insomma, qualcosa che si avvicini a quello che era il sogno dei padri fondatori. Che dire poi della revisione dei vari trattati capestro come il Patto di Bilacio Europeo, più comunemente chiamato “Fiscal Compact” che sta letteralmente strozzando le econome più deboli? Certo, ogni tanto qualcuno lo tira fuori anche in Italia, ma se ne parla solo di sfuggita tra un insulto e l’altro.

Per esempio, non ho mai sentito parlare del TTIP, cioè dell’accordo di partenariato trans-atlantico per il commercio e gli investimenti in corso di negoziazione tra Unione Europea e Stati Uniti, un accordo difficilissimo e complesso che potrebbe portare enormi benefici se fatto bene ma che potrebbe anche portare enormi disgrazie se fatto male o se lasciato negoziare a persone incompetenti o con forti interessi come potrebbe essere proprio la Ashton. Sembra che la cosa in Italia non interessi nessuno.

E dato che parliamo di Catherine Ashton e quindi dei burocrati europei non eletti da nessuno ma che rappresentano le centinaia di milioni di cittadini europei, perché nessuno ha avanzato una proposta seria su come sceglierli? Fino ad oggi sono stati scelti da una strettissima cerchia di persone e non hanno alcun mandato popolare.

Insomma, ce ne sarebbero di cose di cui parlare su come migliorare l’Europa, invece in Italia per le elezioni europee si parla solo dell’assurdità di uscire dall’Euro, delle presunte colpe della Merkel e via dicendo, come se le colpe della crisi italiana fossero della moneta unica e della Germania e non di quella massa di incompetenti che ci ha governato negli ultimi anni (e lo dico senza fare distinzioni tra destra e sinistra). Il bello è che i più critici verso Euro e Germania sono gli stessi che hanno firmato il Fiscal Compact e quella serie di norme capestro che ci sta ammazzando.

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