Potrebbe scombussolare la campagna elettorale di Barack Obama, tutta concentrata su tematiche interne, il piano del leader di Al Qaeda, Ayman al-Zawahiri, che secondo diverse fonti di intelligence vorrebbe colpire gli USA nelle prossime tre settimane.

A confermare le intenzioni del capo terrorista è un sito web legato ad Al Qaeda che riferisce di un appello lanciato da Ayman al-Zawahiri a quelle che si ritiene essere cellule dormienti negli Stati Uniti, un appello che segue quello lanciato pochi giorni fa a colpire gli ambasciatori USA in tutto il mondo e in particolare quelli nei Paesi Islamici.

Secondo gli esperti di intelligence Ayman al-Zawahiri vuole capitalizzare al massimo la ridondanza avuta dall’uccisione dell’ambasciatore USA in Libia e riaffermare così il controllo (seppure remoto) di Al Qaeda sui gruppi salafiti che stanno infestando gli ormai ex Paesi della cosiddetta “primavera araba” e diversi Paesi africani.

Ma se quanto affermato dal sito web legato ad Al Qaeda corrisponde a verità, Ayman al-Zawahiri vuole andare oltre e avrebbe chiamato all’opera “i fratelli che da tanti anni si sacrificano a vivere tra il nemico infedele” rivolgendosi in particolare a quelli che “convivono con il Grande Satana”. Questa precisazione, chiaramente riferita agli Stati Uniti, fa pensare che il capo di Al Qaeda miri a colpire gli USA dal loro interno, un po’ come successe l’11 settembre 2001.

In che modo un simile attacco terroristico scombussolerebbe la campagna elettorale di Barack Obama? Di solito quando avviene un fatto del genere gli americani si compattano con il loro capo supremo, con il Presidente. Invece in questo caso potrebbe avvenire l’esatto contrario. Obama ha concentrato quasi tutta la sua campagna elettorale sulla politica interna affermando a più riprese, poi smentito dai fatti, che Al Qaeda era sconfitta e che gli Stati Uniti erano un Paese più sicuro. Anche sulla vicenda del nucleare iraniano solo pochi giorni fa ha affermato che “le sue priorità sono le faccende interne agli USA” facendo intendere che Teheran non è una minaccia per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti. Ora, se Al Qaeda colpisse in qualsiasi modo gli USA smentirebbe di fatto tutta la teoria di Obama mettendo in discussione l’affermazione che “la sicurezza nazionale non è in pericolo” costringendolo a rivedere tutta l’impostazione della sua campagna elettorale.

Gli sforzi fatti da Obama per spostare l’attenzione degli elettori sulla politica interna invece che sui clamorosi fallimenti di quella estera (clamorosa l’affermazione che Al Qaeda era sconfitta) , potrebbero essere vanificati proprio da Al Qaeda. Per questo motivo la Casa Bianca ha ordinato la massima allerta in tutto il territorio nazionale mentre le agenzie di intelligence hanno potenziato al massimo i loro “centri di ascolto”.

Un fatto è certo, Barack Obama ha fatto di tutto per non spostare l’attenzione sulla politica estera e sulla aumentata vulnerabilità degli Stati Uniti agli attacchi esterni. Ha clamorosamente mentito sulla morte dell’ambasciatore Chris Stevens cercando di farla passare quasi come un incidente mentre invece si è trattato di un vero e proprio linciaggio premeditato, si è attribuito il merito della morte di Bin Laden quando l’epilogo di quella vicenda è arrivato solo grazie ad anni e anni di occulto lavoro di intelligence, lavoro pagato con almeno un centinaio di agenti uccisi dai terroristi. Non pago ha cercato di liquidare Al Qaeda come un movimento sconfitto e allo sbando. Ora l’America si trova di nuovo minacciata e lui cosa fa? Tace sulle minacce e ordina ai media a lui vicini di non farne parola. Davvero non so se per gli Stati Uniti non sia più pericolo un Presidente così piuttosto che Ayman al-Zawahiri.

Adrian Niscemi

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