Family Day e Sharia cattolica. La scusa della stepchild adoption

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Oggi è il Family Day, il giorno della famiglia tradizionale, quella cioè composta da uomo e donna, regolarmente sposati, possibilmente cornuti ma perfettamente puliti di fronte al giudizio della società e, soprattutto, della Chiesa cattolica.

Nei giorni scorsi abbiamo visto interventi di importanti rappresentanti della famiglia tradizionale, gente come Adinolfi e Alessandra Mussolini, interventi contro le unioni civili perché a detta loro non rappresentano l’essenza della “vera famiglia”, un po’ come se Berlusconi si schierasse contro le squillo di alto bordo. Per carità, personalmente non ho nulla contro né contro le famiglie tradizionali come intese dalla Chiesa né, tanto meno, contro le squillo d’alto bordo. Ma santo cielo, un po’ meno di ipocrisia non guasterebbe.

Come detto non ho nulla contro la famiglia tradizionale, ma non vedo il motivo per cui si debba imporre a tutti gli altri questo concetto a mio parere del tutto obsoleto. Perché una famiglia non può essere formata da una coppia di fatto non sposata? Quale differenza c’è tra due persone che si amano e che hanno figli fuori dal matrimonio tradizionale e una coppia regolarmente sposata? Perché quelle coppie non sposate e i loro figli non devono avere gli stessi Diritti delle coppie sposate? Perché i bambini nati fuori dal matrimonio devono essere considerati bambini di serie B?

Sono decenni che la Chiesa cattolica mette i bastoni tra le ruote di una legge che regolamenti le unioni civili e continua a farlo anche adesso. Noi tante volte parliamo giustamente male dei musulmani e della legge islamica, del fanatismo della Sharia. Ma non è anche questa una forma di fanatismo? Non è forse una sorta di Sharia cattolica? Non è una palese intromissione di una fede e delle sue regole nelle leggi di uno Stato laico?

Come vedete non ho toccato il tema delle adozioni del figliastro o, come dicono quelli bravi, della stepchild adoption. Confesso di essere molto combattuto su questo tema, non perché abbia dei dubbi sulla implementazione dei Diritti che una legge del genere comporterebbe, quanto piuttosto sul fatto che – almeno per quanto riguarda le adozioni per le coppie omosessuali – il nostro Paese non è pronto a una simile apertura di mentalità. Ma che tutto il dibattito su questa importantissima legge debba essere incentrato sulla stepchild adoption e in particolare per quanto riguarda le coppie gay mi sembra una porcata volta esclusivamente a impedire l’adozione di una legge sulle unioni civili di cui invece il nostro Paese ha terribilmente bisogno. La campagna mediatica messa in piedi dalla Sharia cattolica ha fatto in modo che si guardasse il dito e non la Luna. Anche l’organizzazione di questo Family Day lo dimostra. Non si parla minimamente dei sacrosanti Diritti che questa legge porterebbe alle coppie di fatto (gay ed etero) e ai figli di queste coppie, ma si parla solo di stepchild adoption e di utero in affitto. Una distrazione di massa volta ad affossare una legge sacrosantamente giusta ma che la Sharia cattolica continua a vedere come fumo negli occhi.

Ed è proprio su questo che vorrei ragione e, se possibile, riportare sui giusti binari il dibattito. Il Family Day di oggi contro cos’è? Contro l’insieme della legge oppure contro la stepchild adoption? Ho l’impressione che la stepchild adoption sia solo un mezzo subdolo per contestare tutta la legge, un appiglio che i cultori della Sharia cattolica non si sono fatti sfuggire. I sacrosanti Diritti delle coppie omosessuali sono sempre stati usati dei mullah cattolici per negare anche i Diritti delle coppie etero. La famiglia tradizionale, così come intesa dalla Chiesa cattolica, è unica e inderogabile. Tutto il resto va combattuto con ogni mezzo, persino usando gente come Adinolfi e la Mussolini che con la famiglia tradizionale hanno davvero ben poco a che fare.

Detto questo, è chiaro che per coppie di fatto vada inteso il concetto fine a se stesso, cioè che all’interno di questo concetto ci vadano incluse anche le coppie omosessuali. Continuo tuttavia ad avere qualche riserva in merito alla stepchild adoption applicata anche alle coppie omosessuali. Intendiamoci, i miei non sono dubbi applicabili al Diritto ma solo in merito al fatto che l’attuale società italiana potrebbe non essere pronta a una tale rivoluzione. Ma questo non può e non deve fermare l’implementazione di questa legge e non deve neppure fornire agli Ayatollah cattolici l’ennesima scusa per affossare la legge.

Abbiano pazienza le coppie omosessuali e intanto si prendano una legge che riconosce i loro Diritti, qualcosa che bramano da anni. Per la stepchild adoption avremo modo e tempo di tornarci con più calma e quando anche gli italiani saranno pronti.

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