Fobia da Fake News

By , in Blog Opinioni on . Tagged width: ,

Fobia da Fake News, come non chiamare così il cervellotico comportamento di alcuni social network, in particolare Facebook, e di alcuni politici italiani e stranieri che stanno facendo delle fake news (un problema certamente reale) il problema dei problemi arrivando a studiare piani assurdi per contrastarle, compreso quello di stabilire quali siano i siti web attendibili e quali non lo siano oppure quello demenziale studiato da Zuckerberg che vuole far decidere agli utenti quali siano le notizie buone e quelle cattive.

Demenziale, in primis perché come dice una mia cara amica «su Facebook imperversano i minchioni», ma soprattutto perché le guerre verbali a cui stiamo assistendo oggi sulle bacheche del famoso social, domani diverranno una guerra di segnalazioni. Non sono d’accordo con quell’articolo e allora lo segnalo come fake. Sono invece d’accordo con quell’articolo e allora lo segnalo come buono.

Alla fine la veridicità delle notizie non interesserà più a nessuno, saranno le opinioni a fare la differenza, saranno gli schieramenti (che ci sono sempre).

Che dire poi della iniziativa presa dal Viminale, quella che Travaglio chiama “Il Ministero della Verità”? A parte la rabbia di costringermi ad essere d’accordo con Travaglio, ci rendiamo conto che da questo momento saranno il Viminale e la Polizia a decidere quali notizie siano vere e quali false?

E su che basi lo faranno? Sulle segnalazioni degli utenti? A quel punto succederà quanto descritto per Facebook e della veridicità delle notizie non interesserà più a nessuno. Con il controllo delle fonti? E chi controlla le fonti? Quali fonti sono attendibili e quali no? Faccio un esempio terra a terra. Amnesty International, Premio Nobel per la Pace, ha ripetutamente prodotto rapporti su Gaza copia-incollati dalle veline di Hamas. Per me sono fake news, notizie false e tendenziose, ma per il resto del mondo visto che AI ha vinto il Premio Nobel per la pace (Come Arafat e Obama) è senza ombra di dubbio una fonte attendibile quindi quei rapporti sono veri e non possono essere fake news. Saranno questi i parametri di controllo delle fonti?

Siamo arrivati al punto che il termine fake news viene usato per qualsiasi cosa, anche per le opinioni che non sono news, ma appunto opinioni. E in quel caso cosa facciamo? Censuriamo le opinioni? Mi sembra un tantino fascista come discorso.

Credo che si stia veramente esagerando e che sia il caso di fare qualche passo indietro. Per esempio, perché non lasciar fare il lavoro ai professionisti come BUTAC o siti simili? Perché non studiare regole più restrittive per aprire un sito web dato che la maggioranza delle fake news arriva proprio da siti web creati ad hoc e difficilmente identificabili?

Insomma, perché farsi prendere dalla fobia delle fake news e adottare sistemi che invece di risolvere il problema con molta probabilità faranno ancora più confusione e lo peggioreranno ottenendo quindi il risultato inverso? E che dire dei rischi, non tanto latenti, di un limite alla libertà di stampa ed espressione? Non è con i palliativi che si risolve il problema, con i palliativi si peggiora.