Iran all’ONU: «la lotta contro l’occupazione israeliana non è terrorismo»

L'ambasciatore iraniano alle Nazioni Unite, Eshagh AlHabib

New York, Rights Reporter – In Iran non sanno più come giustificare il loro sostegno al terrorismo islamico e adesso arrivano a mettere in dubbio addirittura la definizione di terrorismo così come vista dalle Nazioni Unite.

Secondo l’ambasciatore iraniano all’ONU, Eshagh AlHabib, attaccare “l’occupante israeliano” non è da considerarsi terrorismo, anzi, sarebbe da considerarsi come «legittima lotta contro l’oppressore».

In un lungo discorso tenuto ieri di fronte all’Assemblea della Nazioni Unite riunitasi sul tema della “lotta globale al terrorismo” e per deliberare una risoluzione attinente ai metodi di lotta al terrorismo internazionale l’ambasciatore iraniano ha detto che «l’Iran si oppone a qualsiasi tentativo di equiparare la lotta legittima dei popoli sotto occupazione coloniale o straniera per l’autodeterminazione con il terrorismo. Tale equazione ha lo scopo di prolungare l’occupazione dei territori e l’oppressione dei loro popoli».

Non è la prima volta che in Iran cercano di giustificare il lor ruolo nel sostegno al terrorismo internazionale con il supposto “sostegno alla lotta all’occupazione” definita altrimenti anche con il nome di “resistenza”. Lo hanno fatto per Hezbollah creando uno dei più pericolosi e articolati gruppi terroristici del mondo e adesso cercano di farlo con Hamas e con gli altri gruppi terroristici palestinesi cercando di farli passare come “resistenti” in luogo di terroristi.

Il fatto è ancora più grave perché avviene durante quella che è stata chiamata dalle Nazioni Unite «la conferenza contro il terrorismo di più alto livello della storia» promossa dal Global Counter Terrorism Coordination Compact alla quale hanno partecipato davvero tutte le nazioni del mondo.

Ci troviamo di fronte all’ennesimo tentativo di un Paese musulmano di strumentalizzare le Nazioni Unite contro Israele e contro la sua legittima difesa, cercando di far passare quelle che sono a tutti gli effetti azioni di auto-difesa per azioni offensive e addirittura con “l’uso sproporzionato della forza”. Peggio ancora, questa volta si vuol far passare l’idea che attaccare civili israeliani sia una cosa perfettamente legittima.