Iran più vicino allo sviluppo di armi nucleari di quanto si pensasse

25 Ottobre 2018

Iran più vicino allo sviluppo di armi nucleari di quanto si pensasse. Lo afferma un rapporto pubblicato ieri dal Institute for Science and International Security secondo il quale le immagini satellitari e le informazioni ottenute a seguito di azioni di spionaggio condotte dal Mossad provano che l’Iran ha condotto nel sito di Parchin diversi test “ad alto potenziale esplosivo” legati allo viluppo di armi nucleari.

Nel rapporto, scritto da diversi esperti tra i quali spiccano i nomi di David Albright, esperto di fama internazionale e direttore del Institute for Science and International Security, e quello dell’ex vice-direttore della AIEA, Olli Heinonen, si afferma che «le informazioni mettono in evidenza che le apparecchiature a doppio uso controllate e utilizzate nel sito di Parchin, come un sistema a raggi X flash che utilizza un generatore Marx e una varietà di strumenti di misurazione a neutroni, sono progettati per monitorare test ad alta velocità della esplosività di una sorgente di neutroni che sono comunemente usati in un’arma nucleare».

Secondo gli esperti «il sito di Parchin ha ospitato e ospita tuttora camere ad alto potenziale esplosivo che possono essere utilizzate nella ricerca e sviluppo di armi nucleari».

I documenti sottratti dal Mossad

Il rapporto si basa per la maggior parte sui documenti sottratti con una splendida azione di spionaggio eseguita dal Mossad in un deposito segreto a Teheran dai quali emerge con chiarezza che il sito di Parchin è stato coinvolto prima del 2004 in test ad alto potenziale esplosivo legati allo sviluppo di armi nucleari.

Le nuove informazioni raccolte dal Mossad dimostrano che l’Iran sin dal 2003 perseguiva un intenso programma nucleare militare con nome in codice “AMAD” che mirava a costruire cinque armi nucleari e a preparare un sito di test sotterraneo, in aperta e palese violazione del trattato di non proliferazione al quale Teheran ha aderito.

Non solo quindi gli iraniani hanno mentito a tutto il mondo quando affermavano di non perseguire un programma nucleare militare, ma sono molto più vicini allo sviluppo di armi nucleari di quanto si pensasse.

Per questo motivo gli esperti del Institute for Science and International Security chiedono agli ispettori della AIEA e alla Commissione Mista che monitora l’applicazione dell’accordo sul nucleare iraniano (JCPOA) di fare ulteriori e più approfonditi controlli sul sito di Parchin così come chiesto più volte da più parti. Ma soprattutto chiedono che i documenti sequestrati a Teheran dal Mossad vengano analizzati attentamente insieme alle ultime rivelazioni fatte da Netanyahu alle Nazioni Unite affinché si possa rivedere l’intero accordo sul nucleare iraniano che, ormai è evidente, è basato su una clamorosa menzogna da parte iraniana.

Franco Londei

Politicamente non schierato. Sostengo chi mi convince di più e questo mi permette di essere critico con chiunque senza alcun condizionamento ideologico. Sionista, amo Israele almeno quanto amo l'Italia

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