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Islam e antisemitismo in Europa: la Ashton e la dichiarazione islamica dei Diritti Umani

Non si è spento ancora l’eco della strage di Tolosa che già siamo costretti a girare gli occhi verso nuove e forse peggiori minacce, quelle che vengono dalla politica europea e dei singoli Stati, una politica ormai chiaramente succube degli islamisti e degli antisemiti.

E’ di ieri la notizia che in Gran Bretagna, che sembra diventata l’avanguardia del “Califfato europeo”, è stato eletto George Galloway, un antisemita amico di Saddam Hussein e di Ahmadinejad. La cosa ha del clamoroso dato che George Galloway era stato espulso dal partito laburista proprio per le sue posizioni filo-nazi-islamiche e per aver dato del criminale di guerra a Tony Blair per aver partecipato all’attacco contro l’Iraq. Solo poco tempo fa, intervistato dalla televisione iraniana Press TV, avevo lodato le tante qualità di Ahmadinejad tra le quali soprattutto quella di odiare Israele e gli ebrei. Certo, è un piccolo seggio ma è indicativo di quello che sta avvenendo in Gran Bretagna dove, tra le altre cose, l’applicazione della Sharia all’interno della comunità islamica è una cosa normale.

Ci hanno provato un po’ di ragazzi di varie nazionalità a protestare per la troppa accondiscenda europea verso l’islam. Lo hanno fatto sabato in Danimarca, ma sono stati etichettati come “nazisti” (anche dalla stampa italiana) e addirittura antisemiti (sventolavano bandiere israeliane insieme a quelle del loro paese d’origine), sono stati picchiati dai “pacifisti” di sinistra prima, dalla polizia poi e 80 di loro arrestati perché hanno avuto l’ardire di reagire.

Qualche settimana fa la nostra associazione ha scritto a diverse personalità e autorità europee per evidenziare che la Sharia non era conforme a quanto scritto sulla Convenzione Europea per la salvaguardia dei Diritti dell’Uomo e che quindi non poteva essere applicata in uno stato europeo. Tra i tanti c’era l’ufficio di Catherine Ashton, responsabile della politica estera della UE. Ebbene proprio da quell’ufficio ci è arrivata la risposta più assurda, da non sapere se ridere o piangere. In sostanza ci hanno detto che potevamo stare tranquilli che anche i musulmani avevano la loro “dichiarazione dei Diritti Umani islamica” e che la rispettano con “assoluta devozione”. Bene, ci siamo detti, andiamola a leggere questa dichiarazione dei Diritti Umani islamica. Come spiega bene Wikipedia, la dichiarazione islamica nasce dalla contestazione da parte di diversi Paesi islamici della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, in quanto la stessa non avrebbe preso nella giusta considerazione le “esigenze religiose e culturali” dei musulmani. Infatti cosa dice la versione islamica dei Diritti Umani? E’ sempre Wikipedia a mostrarci le storture. Per esempio nel settore dedicato al “Diritto alla giustizia” al punto 1 dice che: “Ogni individuo ha diritto di essere giudicato in conformità alla Legge islamica e che nessun’altra legge gli venga applicata”. Capito? Se un islamico picchia la moglie lo può fare, basta che sia convinto che la legge islamica glielo permetta e nessuna legge nazionale glielo può impedire. Infatti subito dopo al punto 5 leggiamo che: “Nessuno ha il diritto di costringere un musulmano ad obbedire ad una legge che sia contraria alla Legge islamica. Il musulmano ha il diritto di rifiutare che gli si ordini una simile empietà, chiunque esso sia: «Se al musulmano viene ordinato di peccare, non è tenuto né alla sottomissione né all’obbedienza». Ma non è finita. Nell’ambito del “diritto ad un giusto processo” fatta salva la giusta “presunzione di innocenza” al punto 2 si evidenzia che. “Nessuna accusa potrà essere rivolta se il reato ascritto non è previsto in un testo della Legge islamica”. Capito? Se per la legge islamica posso ammazzare qualcuno, nessuno mi può accusare di niente perché è Allah che lo dice. E per finire in bellezza in merito alla eventuale condanna del povero islamico reo di aver commesso un reato, il punto  4 evidenzia che: “In nessun caso potranno essere inflitte pene più gravose di quelle previste dalla Legge islamica per ogni specifico crimine: «Ecco i limiti di Allah, non li sfiorate» (Cor. II:229)”. In pratica se per la legge italiana un reato prevede una pena di dieci anni ma per la legge islamica ne prevede cinque, il giudice non può condannare il povero islamico alla pena prevista dal nostro ordinamento.

Ecco, secondo l’ufficio della Ashton noi dovremmo quindi stare tranquilli che i musulmani hanno le loro leggi tutelate da questa “dichiarazione islamica dei Diritti Umani”. Ora, io mi chiedo una cosa: ma è possibile che un personaggio del genere guidi la politica estera dell’Unione Europea? Ma soprattutto, è possibile che l’Europa accetti tutto questo?  Oggi la Gran Bretagna lo sta già facendo, quanto tempo passerà prima che altri Stati lo facciano?

L’Unione Europea si è data delle regole e degli ordinamenti ben precisi, tra i quali la Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea, ma manca (tra le altre cose) qualcosa di veramente serio per reprimere l’antisemitismo e l’espansione dell’Islam con tutte le sue orribili leggi, una mancanza che permette a politici come la Ashton o George Galloway di usare questa crepa colossale nell’ordinamento europeo per portare avanti politiche distruttive per l’Europa. E’ ora di porre fine a questa espansione islamica e antisemita con atti legali concreti. Il Diritto europeo non può essere storpiato da qualcosa come la “legge islamica” che poco o niente ha a che fare con il concetto di “Diritto”.

Noemi Cabitza