La Striscia di Gaza è ormai diventata la 33esima regione iraniana (le regioni in Iran sono 31, la 32esima è il Libano). Ad ammetterlo ieri è stato il Primo Ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, il quale parlando davanti alla Knesset ha riferito sul suo viaggio negli USA e sugli ultimi attacchi terroristici provenienti dalla Striscia di Gaza con il lancio di centinaia di missili.

Quello di Netanyahu è stato uno dei discorsi più duri mai sentiti alla Knesset. Il Premier israeliano ha ribadito un concetto fondamentale, cioè che “Israele non ha mai delegato la propria sicurezza ad altri” e che “se decidesse di attaccare le centrali nucleari iraniani, lo farebbe anche senza il consenso degli USA”. Netanyahu ha preso come esempio l’attacco alla centrale nucleare irachena di Osirak avvenuto nel 1981. Anche allora Israele agì da sola e senza il consenso degli USA e le relazioni tra Israele e Stati Uniti non ne hanno risentito, anzi, si sono fortificate. «Come Primo Ministro di Israele io ho l’obbligo di difendere Israele da qualsiasi minaccia. Noi siamo responsabili del nostro destino e non possiamo delegarlo a nessuno» ha detto il Premier alla Knesset. Parole chiare che fanno intendere che le decisioni che dovevano essere prese sull’Iran sono state ormai prese. Quasi tutti gli analisti sono concordi con il dire che il discorso di Netanyahu altro non era che l’annuncio di una operazione imminente.

Il Premier poi si è soffermato sugli ultimi attacchi terroristici dei quali è stato vittima Israele e in particolare la zona a sud. Negli ultimi giorni da Gaza sono stati lanciati centinaia di missili (gli ultimi questa mattina caduti nella zona di Beersheba). Netanyahu ha detto che “Gaza è diventata ormai una base iraniana” e che “Israele non lo può tollerare”. Il Premier israeliano non ha detto niente sui piani dell’esercito per risolvere definitivamente la questione di Gaza, ma ha fatto chiaramente intendere che “la pazienza di Israele è al limite”.

Una breve parentesi Netanyahu l’ha dedicata anche allo stallo dei colloqui con i palestinesi. «Israele vuole la pace – ha detto il Premier – ma non vuole uno Stato binazionale. La pace con i palestinesi non fermerà l’Iran dal cercare di distruggere Israele». Per la prima volta si ammette quindi che il vero ostacolo al raggiungimento della pace con i palestinesi è la loro volontà (nemmeno più tanto nascosta) di arrivare ad uno Stato binazionale e non ai due Stati per due popoli. Il riferimento all’Iran era invece dedicato a coloro, specie a sinistra, che sostengono che un accordo con i palestinesi indebolirebbe l’Iran, una tesi che secondo il Premier è del tutto sbagliata.

In sostanza Benjamin Netanyahu ha ribadito che Israele andrà avanti (anche) da solo contro l’Iran, che la questione di Gaza dovrà essere risolta e che i colloqui con i palestinesi in questo momento non sono la priorità per Israele. Più chiaro di così……….

Miriam Bolaffi