Palestinesi infuriati con i Paesi arabi per avvicinamento a Israele

Ai palestinesi proprio non va giù che Israele e Paesi Arabi stiano normalizzando le relazioni e per questo stanno cercando di organizzare una sessione di emergenza della Lega Araba e dell’Organizzazione per la Cooperazione Islamica incentrata sui legami sempre più stretti tra Israele e alcuni paesi arabi.

Parlando con il quotidiano israeliano Haaretz, il consulente speciale di Abu Mazen, Nabil Shaath, ha detto che l’Autorità Palestinese sta cercando di organizzare una sessione di emergenza della Lega Araba e della Organizzazione per la Cooperazione Islamica per mettere i Paesi Arabi di fronte alle loro responsabilità verso i palestinesi.

«Ci sono una serie di risoluzioni e dichiarazioni arabe e islamiche che affermano esplicitamente che non ci sarà alcun processo di normalizzazione con Israele senza una risoluzione della questione palestinese basata sull’Iniziativa di pace araba e sulle decisioni della comunità internazionale», ha detto Shaath ad Haaretz.

In particolare Nabil Shaath ha ricordato che nell’ultimo vertice della Lega araba di aprile, i paesi membri hanno firmato una dichiarazione in cui si dichiara di non fare accordi di riconciliazione senza una soluzione concordata per la questione palestinese.

«Quello che abbiamo visto nelle ultime settimane, a partire dalla visita di Netanyahu in Oman e dalla visita in Israele del presidente del Ciad, per finire al fatto che ora si parla di Bahrain e Sudan e legami di un tipo o dell’altro con l’Arabia Saudita, solleva dei punti interrogativi e c’è quindi la necessità di chiarire la posizione araba e islamica», ha detto Shaath al quotidiano israeliano.

Arabi stanchi della questione palestinese

Il Presidente del Ciad, Idriss Déby, incontra il Premier israeliano Benjamin Netanyahu

Quello che fino a qualche mese fa era solo un sospetto, cioè che i Paesi Arabi erano stanchi della annosa questione palestinese in quanto impediva la normalizzazione dei rapporti con Israele, sta diventando una certezza.

La politica estera voluta da Netanyahu sta sostanzialmente isolando i palestinesi e li sta chiudendo in una angolo, anche se bisogna dire che da diverso tempo importanti Paesi Arabi avevano mostrato insofferenza verso l’Autorità Palestinese e la dilagante corruzione insita in essa, una corruzione che per decenni ha mantenuto il popolo palestinese nella povertà e nella arretratezza.

A dare il via a questa corsa verso la normalizzazione dei rapporti con Israele è stato l’avvicinamento, seppur non ufficiale, dell’Arabia Saudita, ma il colpo di grazia lo ha dato la visita di Netanyahu in Oman.

E ora Israele si appresta a normalizzare i rapporti anche con il Sudan, il Mali, il Niger e soprattutto con il Bahrain dopo che ha ristabilito le relazioni con il Ciad a seguito della visita del Presidente Idriss Déby a Gerusalemme. Davvero un brutto colpo per la cosiddetta “causa palestinese”.

Franco Londei
Politicamente non schierato. Voto chi mi convince di più e questo mi permette di essere critico con chiunque senza alcun condizionamento ideologico. Sionista, amo Israele almeno quanto amo l'Italia