Perché occorre individuare e distruggere le fabbriche di droni in Iran

Gli iraniani devono capire che le azioni illegali comportano severe conseguenze
droni iraniani in russia droni iraniani in russia

La massiccia ritorsione ordinata da Vladimir Putin ieri e che presumibilmente durerà qualche giorno, ha evidenziato come la Russia stia usando droni iraniani kamikaze per colpire obiettivi civili.

È quindi evidente come le fabbriche di droni in Iran siano diventate obiettivi legittimi da colpire da parte della coalizione occidentale che ha messo in piedi un sistema di sanzioni che prevedono severe punizioni per chi deliberatamente le aggira, come in questo caso l’Iran con la consegna di armi alla Russia.

Non si sa più nemmeno se dovrebbe stupire il fatto che la Russia, la “grande Russia”, non sia in grado di produrre droni come quelli iraniani per conto suo e che a corto di missili di precisione si è trovata nella necessità di acquistare droni kamikaze dall’Iran.

Come si diceva in precedenza, è chiaro che la grande e potente armata russa altro non fosse che un colossale bluff, fermata e messa in rotta da un esercito che all’inizio era a malapena armato per una breve difesa.

Ora ne abbiamo le prove proprio grazie al fatto che il boia di Mosca sia stato costretto come un terrorista qualsiasi ad andare a elemosinare droni leggermente sofisticati dagli Ayatollah.

Allora non ci vedrei nulla si male se le fabbriche di droni iraniani venissero considerate quali target legittimi e che venissero colpite senza indugio per interrompere la consegna di queste armi alla Russia e a tutti quei gruppi terroristici che li hanno in uso, a partire dai ribelli Houthi dello Yemen fino ad Hezbollah, sia libanese che iracheno.

D’altra parte quella russa è solo l’ultima delle minacce portate da questi ordigni volanti, le cosiddette “bombe vaganti”, droni kamikaze che girano fino a quando non individuano un obiettivo da colpire.

L’Arabia Saudita ne sa qualcosa sulla pericolosità di queste armi che gli Ayatollah non si fanno scrupolo di vendere anche ai peggiori gruppi terroristici.

Quindi colpire con decisione i luoghi dove vengono prodotte, non faremo solo un torto a Putin ma renderemo più sicuro l’intero Medio Oriente.