Putin ha più sostegno in Italia che in Russia

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Dall’estero ci guardano con disgusto. L’Italia è l’unico paese che da voce alla propaganda russa

Immaginate di essere un contadino russo. State lavorando il campo quando il vostro vecchio cellulare suona.

Dall’altra parte una voce di donna molto cortese vi dice che stanno conducendo un sondaggio indipendente. Già alla parola sondaggio avete avuto un soprassalto. Poi la donna continua e vi chiede se apprezzate l’operato del Presidente Vladimir Putin e se appoggiate la sua operazione militare speciale in Ucraina.

A quel punto vi si sono accesi tutti i campanelli d’allarme e la scritta FSB (ex KGB) vi appare anche sul volante del trattore.

Non la fate nemmeno finire di parlare che vi affrettate a dire che…SI apprezzate l’operato del Presidente Putin e che…SI appoggiate totalmente la sua operazione militare speciale in Ucraina.

Abbiamo scherzato un po’ (ma non troppo) su quella che potrebbe essere la scena riguardante uno dei tanti sondaggi, anche “indipendenti”, che vorrebbero il dittatore Vladimir Putin ottenere consensi altissimi in Russia.

Chi si azzarderebbe a dire di non sostenere Putin sapendo che dall’altra parte del filo potrebbe esserci l’FSB a caccia di dissidenti?

È un po’ come Assad che in Siria vince le elezioni con il 90% dei voti, o come i referendum che tanto piacciono ai russi per annettersi parti di territorio non loro. Sono dati talmente falsati che ci si sente ridicoli persino a contestarli.

Piuttosto, probabilmente Putin ha più sostegno in Italia che non in Russia, almeno a giudicare da quello che si vede in TV e sui social.

Il putinismo in Italia sembra davvero molto più fiorente che in qualsiasi altra parte dell’Europa. C’è quello evidente di alcuni personaggi politici e putinisti di vecchia data e c’è quello malcelato che si vede in TV da parte di alcuni fenomeni da baraccone spacciati per esperti, sempre gli stessi che erano esperti di Covid, di vaccini e probabilmente anche di fissioni nucleari.

Quelli che poi premettono che «la Russia è l’aggressore e l’Ucraina è l’aggredito» sono i più insidiosi.

Quelli che parlano di Donbass omettendo di dire che anche il quel caso c’è stato un aggressore (la Russia) e un aggredito (l’Ucraina) per finire con il dare tutte le colpe al povero Zelensky, che però è in carica solo dal 2019.

Sono quelli che prendono otto (OTTO) immagini di tatuaggi che rimandano al nazismo del Battaglione Azov per finire con il dire che tutto l’esercito ucraino è nazista.

E poi ci sono i putininisti pacivendoli, i più infidi. Sono quelli che «Putin ha sbagliato ma bisogna trattarci». Quelli che sottintendono che l’unica strada per la pace è la resa dell’Ucraina. Quelli che non vogliono mandare le armi agli ucraini perché poi la guerra non finisce, come a dire «smettiamola di armarli così che i russi possano sterminarli e poi farci la pace».

L’altro giorno un giornalista della scuderia della destra putinista ha detto che «il paese (l’Ucraina n.d.r.) è stato invaso ma l’egocentrismo di Zelensky ha stufato». E se per disgrazia vai sul suo blog ti rendi conto di quanto questa persona sia propagandista e accondiscendente con Putin, anche se lo fa in maniera intelligente, quasi mai in maniera spudorata. Ebbene, come lui la pensano migliaia di italiani, che tuttavia si guardano bene dall’andare a vivere in Russia, chissà come mai.

Da destra a sinistra, il putinismo è estremamente trasversale. I pacivendoli di sinistra e la scuderia del Cremlino di destra hanno lo stesso obiettivo, far finire la guerra con la resa senza condizioni dell’Ucraina. Non esagero se dico che a Putin la vera propaganda gliela facciamo noi.

Qual’è allora il succo di tutto questo pippone? Che i russi dicono, costretti, di approvare Putin ma vorrebbero andar via o comunque vivere in una democrazia come la nostra, mentre da noi i putinismi vorrebbero per l’Italia un regime come quello russo, rimanendo tuttavia a distanza di sicurezza da Mosca. È uno strano mondo quello putinista.

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