Rossella Urru: una marea di stupidate in rete. La sindrome delle “vispe terese”
Per una volta non sono affatto d’accordo con molti amici di Facebook che ieri e oggi criticano veemente le parole dette da Rossella Urru in merito alla sua volontà di tornare a operare come cooperante nelle terre che l’hanno vista protagonista di questo lunghissimo sequestro. Per non parlare poi dell’ipotetico riscatto pagato per la sua liberazione (15 milioni di euro????)

Il problema, a mio avviso, è che molte persone sono afflitte dalla “sindrome delle vispe terese”, così vennero chiamate Simona Pari e Simona Torretta, rapite e in Iraq e poi, una volta liberate, portavoce di un movimento pacifista/pacifinto che idolatrava la cultura islamica. Francamente tra Rossella Urru e le vispe terese ci vedo una differenza abissale anche nello stesso modo di operare sul terreno oltre che nella comunicazione. Ripeto, la Urru ha detto cose sensate e degne di essere prese in considerazione.
In quanto al riscatto poi, ogni trattativa purtroppo ha un prezzo da pagare, ma non per questo dobbiamo scagliarci contro i pochi coraggiosissimi ragazzi che operano in difficilissimi teatri di guerra allo scopo di aiutare le popolazioni autoctone a creare le condizioni di vita necessarie per non lasciare la loro terra. Anzi, questi ragazzi vanno sostenuti e incoraggiati, non attaccati. Sono l’unica vera arma che abbiamo contro l’immigrazione selvaggia e, probabilmente, contro una prematura islamizzazione dell’Europa. Se è stato pagato un riscatto per la liberazione di Rossella (e sottolineo il SE), lo Stato ha fatto il suo dovere. Israele ha rilasciato terroristi pur di riavere i corpi (i corpi) di due soldati morti e ne ha rilasciati un migliaio per Gilad Shalit. Così si comporta uno Stato per i suoi figli.
E allora si smetta con questa assurda ipocrisia di voler attaccare sempre tutti e tutto solo perché a naso ci sembra che siano in posizione antagonista alla nostra. Si ragioni un attimo prima di aprire la bocca.
