La nuova sinistra che avanza e che dovrebbe fare opposizione alle destre populiste e al M5S parte subito con il piede sbagliato

L’altro giorno il candidato alla segreteria del PD, Matteo Richetti, ha detto in TV che il partito che lui immagina è molto vicino a quello dell’antisemita Jeremy Corbyn. Ieri l’ex segretario del PD ed ex Primo Ministro, Matteo Renzi, ha detto di voler candidare per le europee Rula Jebreal, giornalista nata ad Haifa, quindi israeliana ma palestinese per scelta, con l’abitudine di sparare a zero su Israele, parlando spesso a vanvera.

Ora, è chiaro che ognuno fa quello che crede e che ritiene essere giusto per la sua causa. Se a Richetti piace la sinistra di Corbyn e se a Renzi piace come la pensa la Jebreal, sono pienamente legittimati a proporli come modelli per la nuova sinistra che essi immaginano. Non sarà certo un vecchio radicale come me a dare consigli su come far rinascere una sinistra quantomeno decente. Tuttavia, se loro hanno giustamente il Diritto di pensare la loro nuova sinistra come vogliono, io ho il Diritto di dire che di nuovo in questa ipotetica sinistra non c’è niente, anzi, mi sembra un allontanamento dalla linea progressista piuttosto importante, anche se sia Jeremy Corbyn che Rula Jebreal si definiscono progressisti.

Jeremy Corbyn propugna il socialismo del 21esimo secolo, quello che Marzia Maccaferri sull’Huffington Post ha definito “il socialismo sovranista”. Strenuo difensore prima di Hugo Chavez e poi di Nicolas Maduro, accusato di essere antisemita, non è proprio l’esempio ideale dal quale prendere spunto per rilanciare una sinistra democratica e progressista. Anzi, se uno si dice progressista non dovrebbe mai prendere ad esempio la sinistra di Corbyn, dovrebbe invece prenderne le distanze in tutta fretta. Ma evidentemente Richetti e la nuova sinistra da lui sognata la pensano diversamente.

Già per Rula Jebreal il discorso è leggermente diverso. Appurato il suo odio per Israele che con il liberismo e la democrazia fa a cazzotti, quello che rimane di lei è una copia sbiadita della tipica donna della sinistra dalemiana, una Mogherini 2.0 per intenderci. Evidentemente Renzi punta molto sulla bellezza e poco sull’intelligenza e sulle idee politiche. Ce ne faremo una ragione, ma poi non ci si venga a chiedere di votare questa gente per contrastare il populismo o le democrazie autoritarie propinate dalle destre, perché sarebbe come chiedere a una persona di passare dalla padella alla brace. Forse Renzi quando propone Rula Jebreal pensa di fare l’occhiolino alla sinistra estrema, forse pensa di recuperare qualche voto grillino magari deluso dall’alleanza con Salvini, ma da qui a dire che quella che si propone è una nuova sinistra ce ne passa. Al contrario, è vecchissima.