Il mio nome è Ali e vivo a Teheran. Comincia così la lettera inviata da un cittadino iraniano al sito web TeHTel (Teheran-Haifa-Tel Aviv) e che potete trovare tradotta in inglese su RR International. La lettera è un documento importante perché non solo è uno spaccato di vita quotidiana di un cittadino iraniano qualunque ma è la dimostrazione di come la pensino realmente i cittadini iraniani sull’odio degli Ayatollah nei confronti di Israele, un odio che la gente comune non condivide affatto.
dissidenza iraniana
La dissidenza iraniana non sono i Mujaheddin del popolo iraniano
Noto con infinito dispiacere che ultimamente in certi ambienti radical chic mondiali, nei salotti buoni della politica, c’è l’assurda tendenza a considerare il movimento dei Mujaheddin del popolo iraniano, detto altresì Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana o MEK, PMOI, MKO, come la rappresentazione della dissidenza iraniana.
Iran: catastrofe umanitaria. Le sanzioni colpiscono la gente ma non il regime
Per il terzo anno consecutivo (la settima volta complessivamente) i maggiori esponenti della dissidenza iraniana all’estero (fatta eccezione per il PMOI) si sono ritrovati per discutere sul futuro dell’Iran e sulle strategie per abbattere il regime degli Ayatollah. Quest’anno per la location è stata scelta l’isola di Cipro invece di Malta.
Il silenzio non è una opzione: campagna di protesta contro la presenza di Ahmadinejad a New York
“Il silenzio non è una opzione”. Questo è il titolo dato da diversi gruppi per la difesa dei Diritti Umani e dalla dissidenza iraniana all’estero (escluso il PMOI) alla campagna globale di sensibilizzazione per protestare contro la presenza dell’assassino e aspirante genocida, Mahmud Ahmadinejad, a New York per l’annuale assemblea delle Nazioni Unite.
Nucleare iraniano: Teheran a un passo dalla miniaturizzazione. A colloquio con la dissidenza iraniana
«Non c’è niente di meglio di una guerra e del “rischio armi chimiche” per distogliere l’attenzione dai veri rischi che corre l’umanità, cioè dal programma nucleare iraniano». A parlare così, riferendosi alla Siria, è un alto esponente della dissidenza iraniana, non dei Mojaheddin del popolo iraniano (PMOI), ma della dissidenza vera.
Iran: a due anni dalle rivolte è più chiaro il perché è stato sacrificato il Movimento Verde
Sono passati due anni dalle rivolte post-elettorali che avevano infiammato l’Iran dopo che il dittatore Ahmadinejad aveva mantenuto il potere con massicce frodi elettorali. Da allora la dissidenza iraniana è stata decimata ma non sconfitta. Migliaia di dissidenti sono ancora in carcere, detenuti in condizioni disumane nel quasi totale silenzio del cosiddetto “mondo civile”.
Movimento Verde Iraniano: oggi è il “global day del sit-in in nero”
La dissidenza iraniana ha organizzato per oggi un evento a livello globale al quale hanno aderito decine di grandi città e una infinità di piccole e medie città in tutto il mondo: il “global day del sit-in in nero” organizzato dal Movimento verde e dalla Campagna di Protesta Verde.
Come intendono la difesa dei Diritti Umani in Turchia e in Iran
E’ paradossale che mentre la popolazione egiziana scende in piazza per protestare contro il regime di Mubarak, in due regimi islamici noti per le sistematiche violazioni dei Diritti Umani, Turchia e Iran, alcune organizzazioni che si definiscono “umanitarie”, sovvenzionate dai governi islamici, decidano di uscire allo scoperto non per chiedere maggiori Diritti in Egitto, ma per chiedere l’instaurazione di un regime islamico e per chiedere un allontanamento dell’Egitto dalla sua tradizionale imparzialità nei confronti di Israele.
Iran: quarto incontro con la dissidenza iraniana. Prospettive e attività future
Si è svolta nei giorni scorsi a Malta la quarta riunione della dissidenza iraniana all’estero (la terza dopo le elezioni) e come sempre è stata l’occasione per fare il punto della situazione e per discutere delle prospettive del Movimento Verde. La riunione, durata tre giorni (un giorno in più del previsto), ha visto la partecipazione dei maggiori esponenti della dissidenza iraniana all’estero e quella di diverse organizzazioni vicine al Movimento Verde tra le quali Secondo Protocollo.
Iran: straziante appello del comitato dei famigliari dei giornalisti e dei prigionieri politici detenuti a Evin
La denuncia ci arriva direttamente dall’Iran e in particolare dal comitato dei famigliari dei giornalisti e dei prigionieri politici detenuti illegalmente in Iran nella prigione di Evin, ed è assolutamente devastante.
Libertà per Narges Mohammadi e i prigionieri di coscienza in Iran
Fonte Fondazione Alexander Langer – 3 luglio 2010, una manifestazione a Bolzano – Abbiamo appreso con grande preoccupazione la notizia dell’arresto di Narges Mohammadi, premio Alexander Langer 2009, avvenuto nella notte tra giovedì e venerdì 11 giugno 2010 ad opera di agenti della polizia segreta. Ha riferito il marito di Narges Taghi Rahmani che gli agenti hanno esibito un mandato generico, non nominativo e non motivato e alla domanda sui motivi dell’arresto gli è stato risposto che sono autorizzati ad arrestare ogni sospetto di attività antigovernativa o di attentato alla sicurezza nazionale.
Iran – Movimento Verde: dopo un anno è tutto da rifare
Lo avevamo detto in tempi non sospetti, alla dissidenza iraniana serve una vera guida, diversa da Mussavi e da Karrubi, una guida vera e forte, non politicizzata e lontana da qualsiasi posizione degli Ayatollah. Ieri ne abbiamo avuto la drammatica conferma.

