Lettera dall’Iran: noi moriamo di fame e il regime compra missili per Hamas

Il mio nome è Ali e vivo a Teheran. Comincia così la lettera inviata da un cittadino iraniano al sito web TeHTel (Teheran-Haifa-Tel Aviv) e che potete trovare tradotta in inglese su RR International. La lettera è un documento importante perché non solo è uno spaccato di vita quotidiana di un cittadino iraniano qualunque ma è la dimostrazione di come la pensino realmente i cittadini iraniani sull’odio degli Ayatollah nei confronti di Israele, un odio che la gente comune non condivide affatto.

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La dissidenza iraniana non sono i Mujaheddin del popolo iraniano

Noto con infinito dispiacere che ultimamente in certi ambienti radical chic mondiali, nei salotti buoni della politica, c’è l’assurda tendenza a considerare il movimento dei Mujaheddin del popolo iraniano, detto altresì Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana o MEK, PMOI, MKO, come la rappresentazione della dissidenza iraniana.

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Il silenzio non è una opzione: campagna di protesta contro la presenza di Ahmadinejad a New York

“Il silenzio non è una opzione”. Questo è il titolo dato da diversi gruppi per la difesa dei Diritti Umani e dalla dissidenza iraniana all’estero (escluso il PMOI) alla campagna globale di sensibilizzazione per protestare contro la presenza dell’assassino e aspirante genocida, Mahmud Ahmadinejad, a New York per l’annuale assemblea delle Nazioni Unite.

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Iran: a due anni dalle rivolte è più chiaro il perché è stato sacrificato il Movimento Verde

Sono passati due anni dalle rivolte post-elettorali che avevano infiammato l’Iran dopo che il dittatore Ahmadinejad aveva mantenuto il potere con massicce frodi elettorali. Da allora la dissidenza iraniana è stata decimata ma non sconfitta. Migliaia di dissidenti sono ancora in carcere, detenuti  in condizioni disumane nel quasi totale silenzio del cosiddetto “mondo civile”.

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Come intendono la difesa dei Diritti Umani in Turchia e in Iran

E’ paradossale che mentre la popolazione egiziana scende in piazza per protestare contro il regime di Mubarak, in due regimi islamici noti per le sistematiche violazioni dei Diritti Umani, Turchia e Iran, alcune organizzazioni che si definiscono “umanitarie”, sovvenzionate dai governi islamici, decidano di uscire allo scoperto non per chiedere maggiori Diritti in Egitto, ma per chiedere l’instaurazione di un regime islamico e per chiedere un allontanamento dell’Egitto dalla sua tradizionale imparzialità nei confronti di Israele.

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Iran: quarto incontro con la dissidenza iraniana. Prospettive e attività future

Si è svolta nei giorni scorsi a Malta la quarta riunione della dissidenza iraniana all’estero (la terza dopo le elezioni) e come sempre è stata l’occasione per fare il punto della situazione e per discutere delle prospettive del Movimento Verde. La riunione, durata tre giorni (un giorno in più del previsto), ha visto la partecipazione dei maggiori esponenti della dissidenza iraniana all’estero e quella di diverse organizzazioni vicine al Movimento Verde tra le quali Secondo Protocollo.

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Libertà per Narges Mohammadi e i prigionieri di coscienza in Iran

Fonte Fondazione Alexander Langer3 luglio 2010, una manifestazione a Bolzano – Abbiamo appreso con grande preoccupazione la notizia dell’arresto di Narges Mohammadi, premio Alexander Langer 2009, avvenuto nella notte tra giovedì e venerdì 11 giugno 2010 ad opera di agenti della polizia segreta. Ha riferito il marito di Narges Taghi Rahmani che gli agenti hanno esibito un mandato generico, non nominativo e non motivato e alla domanda sui motivi dell’arresto gli è stato risposto che sono autorizzati ad arrestare ogni sospetto di attività antigovernativa o di attentato alla sicurezza nazionale.

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