E’ paradossale che mentre la popolazione egiziana scende in piazza per protestare contro il regime di Mubarak, in due regimi islamici noti per le sistematiche violazioni dei Diritti Umani, Turchia e Iran, alcune organizzazioni che si definiscono “umanitarie”, sovvenzionate dai governi islamici, decidano di uscire allo scoperto non per chiedere maggiori Diritti in Egitto, ma per chiedere l’instaurazione di un regime islamico e per chiedere un allontanamento dell’Egitto dalla sua tradizionale imparzialità nei confronti di Israele.

L’altro fronte della cosiddetta lotta per i Diritti Umani in Egitto è in Iran. Lo so, è incredibile ma è così. Certo, le motivazioni sono le stesse che spingono gli “attivisti” turchi, quindi non c’è niente di nobile, ma se possibile il paradosso è ancora più evidente. Risulta ridicolo infatti che un macellaio come l’Ayatollah Khamenei, che ha avvallato la sanguinosa repressione delle proteste iraniane del dopo-voto, che ha permesso l’uccisione e l’incarcerazione di centinaia di giovani iraniani che chiedevano pacificamente più diritti, vada in TV e parli di “rivolta legittima”. Ma cosa intende per rivolta legittima l’assassino di Teheran? Lo spiega lui stesso quando dice che “in Egitto di deve instaurare un regime popolare basato sulla religione”, parole diplomatiche per dire che in Egitto si deve instaurare un regime teocratico di tipo iraniano. Lo scopo? A dirlo è sempre Khamenei che, naturalmente, non fa menzione di Diritti o di libertà ma che fa esplicito riferimento alla “rottura dell’alleanza tra il cane Mubarak e i cani sionisti”.
Insomma, dei Diritti degli egiziani non frega niente a nessuno, nemmeno tra chi in occidente sostiene la rivolta. Lo scopo, l’unico scopo, è quello di incendiare il Medio Oriente e di mettere in difficoltà Israele. Se veramente ci fosse una richiesta di Diritti in primo luogo non si cercherebbe di instaurare un regime islamico che con i Diritti Umani non avrebbe nulla a che fare. In secondo luogo la stessa richiesta andrebbe allargata al resto dei regimi islamici, dalla Siria alla Turchia, dall’Arabia Saudita per finire all’Iran. Invece, secondo diversi gruppi occidentali e arabi che in questi giorni sostengono la rivolta egiziana, l’Iran ha fatto bene a reprimere nel sangue la rivolta pacifica del Movimento Verde, la Siria fa bene a reprimerei timidi tentativi di protesta (l’ultimo proprio ieri) e la Turchia fa bene a bombardare i villaggi kurdi. Insomma è un bizzarro concetto di “difesa dei Diritti Umani” quello a cui si assiste in questi giorni. Le conclusioni le lascio trarre ai lettori altrimenti vengo tacciata di “estremismo sionista”. L’evidenza è davanti agli occhi di tutti tranne che a quelli di Obama, ma questo è un altro discorso.
Miriam Bolaffi