A darne notizia con grande risalto questa mattina è il Jerusalem Post. Dopo mesi di lavoro è pronta la lunghissima relazione che contesta punto per punto l’ormai tristemente famoso “rapporto Goldstone”. Si tratta di una relazione che contiene immagini e video prodotta dal Intelligence and Terrorism Information Center (Malam) che dimostra inequivocabilmente come Hamas, durante l’operazione Piombo Fuso, abbia usato vecchi, donne e bambini come scudi umani oltre che case civili e ospedali come rampe di lancio e deposito di armi.
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Medio Oriente: qualcuno soffia (e spera) sulla terza intifada
Da diversi giorni si parla di una terza intifada, soprattutto da quando Israele ha deciso di inserire la Tomba di Rachele a Betlemme e la Tomba dei Patriarchi a Hebron nel programma di restauro e mantenimento dei luoghi sacri, una decisione che per il suo fine dovrebbe essere plaudita visto che i luoghi menzionati sono sacri per gli ebrei, per i cristiani e per i musulmani.
Sbagliato accostare Ahmadinejad ai palestinesi. Risposta all’Onorevole Fernando Rossi
Prendo spunto da una risposta ad un nostro articolo pervenuta dall’Onorevole Fernando Rossi il quale, insieme a Monia Benini, ha partecipato alle celebrazioni del regime iraniano e siccome spiegare all’interno di un commento quello che l’Onorevole Rossi ci chiede di spiegare sarebbe troppo lungo, ci scrivo un articolo sperando che in qualche modo contribuisca a fare chiarezza.
Berlusconi in Israele: sull’Iran parole forti ma non del tutto vere
Da due giorni è iniziata la missione ad altissimo livello del Presidente del Consiglio italiano, Silvio Berlusconi, in Israele. Tema centrale delle discussioni con la controparte israeliana la situazione in Medio Oriente e soprattutto la minaccia iraniana.
Hamas non riconoscerà mai Israele, parola di Khaled Meshaal
Quanto detto ieri da Khaled Meshaal a Damasco, dove il leader politico di Hamas è nascosto, non è certo una novità, tuttavia è bene rimarcarlo specialmente a coloro che ormai da mesi stanno cercando di aprire un dialogo con il movimento terrorista che tiene in ostaggio Gaza o cercano di giustificarne la politica.
Iran: un altro passo verso la guerra con Israele. Siglato accordo con la Siria
Venerdì scorso l’Iran e la Siria hanno fatto un altro passo verso l’apertura di un conflitto con Israele e, probabilmente con le Nazioni del mondo libero. E’ stato infatti siglato a Damasco un patto di mutua assistenza militare reciproca nel caso uno dei due paesi venga attaccato.
Iran: testata con successo una detonazione nucleare in laboratorio
Secondo fonti di intelligence tedesca, sempre ben informate sui fatti che avvengono in Iran, i tecnici iraniani avrebbero testato con successo una detonazione nucleare in laboratorio. L’esperimento, che dimostra una certa evoluzione dei tecnici nucleari iraniani, serve a evitare una detonazione sotterranea senza che prima siano stati testati gli inneschi e di solito precede il vero e proprio test nucleare sotterraneo.
Iran: venti milioni di dollari ai gruppi terroristici
L’Iran ha stanziato ieri venti milioni di dollari da destinare a quei gruppi che si oppongono “alle trame dell’occidente”, in particolare a quelle ordite da Stati Uniti, Gran Bretagna e Israele. La legge è stata approvata ieri dal Parlamento iraniano a grandissima maggioranza.
Israele esiste
Confesso che prendere una posizione netta in merito al conflitto israelo-palestinese non è una cosa che avrei voluto fare. L’ideale, a mio avviso, sarebbe stato rimanere su una posizione “di Diritto”, cioè neutra o, come qualcuno ha detto, tra l’incudine e il martello. Ma recenti fatti mi hanno fatto propendere per una presa di posizione molto più netta a favore di Israele.
Difesa dei Diritti Umani: cosa significa per noi e come cambieranno le nostre strategie
I recenti fatti accaduti in Iran, in Birmania e in altri Paesi (gli ultimi accaduti ieri in Venezuela), dicono con chiarezza che le dittature e i governi autoritari non solo non ascoltano gli appelli della comunità internazionale, ma la sfidano apertamente proprio sul tema dei Diritti Umani.
Iran: servono altre prove?
Quante prove servono ancora per capire il piano criminale di Ahmadinejad? L’ultima è arrivata ieri dall’Argentina, al momento l’unica che ha avuto la decenza di chiamare il nuovo Ministro della Difesa iraniano, Ahmad Vahidi, con il suo vero nome: terrorista.