In una intervista rilasciata al Times due capi talebani hanno rivelato, confermando i sospetti, che dietro all’addestramento dei terroristi che agiscono in Afghanistan c’è l’Iran. Centinaia di uomini sono stati addestrati da Teheran a uccidere uomini della NATO.

La rivelazione non è di poco conto perché conferma che, mentre Il presidente Obama solo l’altro ieri ha ribadito la sua mano tesa verso Teheran, gli iraniani stanno uccidendo uomini della NATO ormai da diversi anni.

Secondo quanto riferiscono i due capi talebani, l’addestramento durerebbe tre mesi e si svolgerebbe nel deserto nel sud-est dell’Iran. Ai terroristi afghani viene insegnato come effettuare imboscate, come costruire ordigni artigianali (IED) che tanti morti hanno fatto tra i militari NATO (compresi alcuni italiani) e le tecniche di guerriglia più efficaci a seconda della struttura del terreno.

Secondo uno dei capi talebani, mentre nei primi anni della guerra in Afghanistan i talebani preferivano addestrasi in campi situati in Pakistan, negli ultimi anni a causa della crescente pressione dell’esercito pakistano, preferiscono recarsi in Iran dove l’addestramento avviene senza pressioni esterne. Sono funzionari del Governo iraniano a organizzare il trasporto dei talebani dal confine con l’Afghanistan ai campi di addestramento, quindi Teheran è direttamente coinvolta nell’addestramento dei terroristi e quindi nella morte di centinaia di militari NATO.

Che gli iraniani fossero direttamente coinvolti nella guerra in Afghanistan era noto ormai da tempo, ma Teheran aveva sempre negato qualsiasi coinvolgimento. Ora, con queste testimonianze, cade il muro di omertà che da anni circonda le azioni di terrorismo iraniane in Afghanistan contro le forze della NATO. Adesso sono anche molto più chiare le minacce (non tanto velate) lanciate dalla radio-televisione iraniana (IRIB) contro i militari italiani in Afghanistan a seguito della ferma presa di posizione del Presidente del Consiglio italiano, Silvio Berlusconi, contro l’Iran. Non va dimenticato infatti che i militari italiani in Afghanistan sono schierati lungo una parte del confine con l’Iran e quindi possono essere facilmente colpiti.

Adesso è molto più evidente anche il doppiogiochismo e le falsità del tiranno di Teheran, Mahmoud Ahmadinejad, che solo pochi giorni fa andava a Kabul a sostenere di voler aiutare il Governo afghano e il suo omologo, Hamid Karzai, nella dura lotta per la democratizzazione dell’Afghanistan. Certo, era apparso da subito ridicolo e paradossale che un assassino sanguinario come Ahmadinejad potesse aiutare un qualsiasi Paese a “democratizzarsi”, ma adesso quelle parole assumono le sembianze della vera e propria beffa.

Fonti di intelligence occidentali da diversi mesi sostengono che Teheran supporta attivamente il terrorismo afghano, ma nonostante questo, nonostante fosse evidente che dietro all’uccisione di centinaia di militari della NATO ci fosse l’Iran, il Presidente americano, Barack Obama, ha continuato imperterrito nella sua “politica della mano tesa” sostenendo che non c’erano prove del coinvolgimento iraniano in Afghanistan e giustificando così anche il mancato aperto e incondizionato appoggio alla dissidenza iraniana. Chissà se, ora che non può più nascondere la verità, ora che tutti sanno che le bare che hanno riportato a casa le salme dei militari NATO hanno ben stampata la firma del dittatore di Teheran, cambierà strada e tratterà Ahmadinejad per quello che realmente è, un sanguinario assassino e un potenziale genocida.

Noemi Cabitza