Massaggio di Ahamadinejad a Obama: ha ragione Netanyahu, non fermeremo il programma nucleare

Se qualcuno ancora fosse convinto che le sanzioni contro l’Iran possano fermare il suo programma nucleare è semplicemente un illuso. A spazzare via definitivamente questa pia illusione ci ha pensato ieri il dittatore iraniano, Mahmoud Ahmadinejad.

In un comunicato diffuso ieri il sanguinario dittatore iraniano ha detto chiaramente che “se qualcuno pensa di spingere l’Iran ha cambiare la sua politica sul nucleare si sbaglia di grosso”. Ahmadinejad ha poi ammesso che “il Paese sta attraversando un momento durissimo, ma che questo non lo fermerà nella sua corsa verso la tecnologia nucleare”. Poi, parlando della fortissima svalutazione della moneta iraniana sul dollaro ha detto che “si tratta solo di una guerra psicologica sul mercato dei cambi”.

In sostanza il dittatore iraniano ha ribadito ancora una volta che le sanzioni internazionali hanno messo quasi al tappeto la povera gente in Iran ma che non hanno minimamente intaccato il programma nucleare che, anzi, procede più speditamente di prima. Praticamente ha confermato esattamente quanto detto da Netanyahu di fronte alla platea dell’Onu.

Come reagirà l’incapace inquilino della Casa Bianca a questo vero e proprio smacco? Probabilmente come al solito, tacerà su tutta la linea non sapendo più cosa dire. Ormai è palese a tutti che le sanzioni non funzionano e che le trattative sono solo un metodo usato dall’Iran per prendere tempo. Solo Obama e il suo staff di incapaci continuano a sostenere questa linea (a parte i sostenitori del regime iraniano, naturalmente).

Nel frattempo, mentre Obama tace, da alcuni giorni gli iraniani stanno installando altre 250 centrifughe per l’arricchimento dell’uranio nel sito di Qom, non centrifughe qualunque ma nuovi modelli in grado di produrre giornalmente il 35% in più di uranio altamente arricchito rispetto ai vecchi modelli. Cosa serve ancora a Obama per capire come stanno le cose e affrontare la verità?

Sarah F.

Franco Londei

Franco Londei

Politicamente non schierato. Sostengo chi mi convince di più e questo mi permette di essere critico con chiunque senza alcun condizionamento ideologico. Filo-israeliano, anti-Trumpiano

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