Abdullah di Giordania: ISIS non può essere sconfitto senza cristiani ed ebrei

ISIS non può essere distrutto senza l’aiuto di cristiani ed ebrei. A dirlo non è uno qualsiasi ma il Re di Giordania, Abdullah II.

Parlando in una intervista rilasciata alla ABC Re Abdullah di Giordania ha spiegato che lo Stato Islamico – ISIS – vuole creare una atmosfera di «noi contro loro» e che questa mentalità va assolutamente rigettata.

«Siamo tutti nella stessa trincea» ha sottolineato il Re di Giordania «musulmani, cristiani ed ebrei contro quelli che continuo a chiamare fuorilegge delle nostra religione» ha aggiunto il monarca. «Sconfiggere ISIS è una priorità assoluta ma non possiamo riuscirci senza l’aiuto dei cristiani e degli ebrei» ha infine concluso il Re di Giordania.

La Giordania è uno dei membri principali della coalizione che combatte lo Stato Islamico ed è stata colpita più volte colpita da attentati terroristici a causa del suo supporto militare e strategico nella lotta al ISIS.

Re Abdullah II di Giordania ha anche toccato di sfuggita il tema del nuovo Presidente americano, Donald Trump, affermando di non credere al “panico” derivato dal fatto che il Presidente eletto una volta in carica cambierà lo status quo di questioni importanti quali per esempio lo status di Gerusalemme. «Cerchiamo di dare alla nuova amministrazione il beneficio del dubbio e guardiamo cosa succede». Gli Stati Uniti contribuiscono alla difesa della Giordania con un pacchetto di aiuti pari a circa un miliardo di dollari spalmato in un biennio e attraverso altre iniziative volte a rafforzare il regno. Sebbene non sia ufficiale, secondo molti “esperti” la Giordania avrebbe anche stretto un patto di mutuo soccorso con Israele in caso di un attacco esterno che minacci il regno, ma nessuno si azzarda a confermare quella che onestamente sembra essere qualcosa di più di una semplice diceria.

Redazione

Franco Londei

Franco Londei

Politicamente non schierato. Sostengo chi mi convince di più e questo mi permette di essere critico con chiunque senza alcun condizionamento ideologico. Filo-israeliano, anti-Trumpiano

1 Comment Lascia un commento

  1. Se non ci mettesse la religione di mezzo il discorso sarebbe buono.
    L’isis è nemico degli infedeli a prescindere, oltre ai citati ebrei e cristiani, è nemico dei sikh, dei buddhisti, degli hinduisti e di tutti i non fedeli al culto del predone.

    Il punto è che per i musulmani si tratta di una guerra di religione. Per noialtri è una guerra contro le nostre libertà, a prescindere dalla fede.

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