Franco Londei

Politicamente non schierato. Sostengo chi mi convince di più e questo mi permette di essere critico con chiunque senza alcun condizionamento ideologico. Sionista, amo Israele almeno quanto amo l'Italia

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2 Comments

  • Articolo illuminante che condivido.
    I sostenitori di Hamas non sostengono di sicuro gli interessi della popolazione palestinese, ma soltanto la loro visione distorta e guerrafondaia.
    La deriva in corso é sfavorevole per l’organizzazione che domina la striscia.
    La ripresa delle ostilità é per Hamas una scelta obbligata, ma é anche un rimedio peggiore del “male”.
    Si sta indebolendo militarmente e dovrebbe subire con ogni probabilità una sensibile erosione del consenso interno.
    In sostanza Hamas si è incartata e quello che aggrava la sua condizione é che questo avviene in una crescente disattenzione internazionale.
    Il conflitto a Gaza é meno “importante” del conflitto e della crisi umanitaria dell’Iraq, che adesso é al centro dell’attenzione delle cancellerie.
    Per la prima volta in otto anni si può intravedere la fine o quanto meno un forte ridimensionamento di Hamas.
    Altro che bisognerà per forza fare i conti con Hamas!
    Queste sono più che altro le tesi degli imbroglioni travestiti da analisti neutrali.
    La vera crisi di questa organizzazione é iniziata con la chiusura dei tunnel con l’Egitto, voluta da Al Sisi.
    La scelta della guerra é un tentativo di uscire da un progressivo strangolamento, dopo che é fallito l’accordo con Fatah, che aveva lo stesso scopo.
    Adesso Hamas é in una trappola e a quanto pare lo stesso Abu Mazen, al di là della retorica obbligata, si é seduto sulla riva per aspettare che transiti il cadavere del suo “nemico”.
    Cosa faranno adesso i megafoni europei e onusiani di Hamas?
    Continueranno probabilmente a battere il tasto umanitario, attribuendo con vari giochi di prestigio le attuali condizioni di Gaza al blocco invece che alla guerra di Hamas.

  • La ripresa del lancio dei missili di Hamas conferma ancora una volta che l’interesse è ben altro che il bene del popolo palestinese, anche perché, militarmente parlando, non ottiene l’indebolimento di Israele.
    Secondo me, il vero scopo è distogliere l’attenzione dalla imminente realizzazione dell’arma nucleare dell’Iran.
    Se facciamo mente locale vediamo che Hamas ha incominciato a lanciare missili sul territorio d’Israele, quando questi si preparava (o diceva di prepararsi) ai raid aerei mirati verso i centri di lavorazione dell’atomica iraniana.
    Se Hamas è direttamente (e chiaramente) sostenuto dall’Iran è naturale che faccia gli interessi dell’Iran.

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