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Generazione 11 settembre

Sono passati 11 anni da quel 11 settembre 2001 quando il mondo cambio definitivamente, quando terroristi islamici si schiantarono contro le torri gemelle e contro il Pentagono mentre un quarto aereo venne fatto cadere prima che arrivasse sulla Casa Bianca. Eppure, nonostante gli 11 anni passati, sembra che sia accaduto solo ieri non fosse altro per il fatto che la minaccia islamica è rimasta immutata.

Eppure i giovani di oggi, quelli che all’epoca erano poco più che adolescenti e non potevano capire quello che stava avvenendo, sembrano aver dimenticato quell’orribile attacco islamico al mondo libero, come se fosse una cosa che non li riguarda, che non ha cambiato anche le loro vite. Molti di loro, specie da sinistra, oggi parlano di “integrazione con l’Islam”, contestano le azioni contro gli estremisti islamici e, incredibilmente, fanno a gara per sminuire quell’orribile atto criminale che costò la vita a oltre 3.000 persone.

Vedere le nuove generazioni fare a gara per sostenere i vari Hamas, Hezbollah, i vari gruppi islamici più o meno legati ad Al Qaeda, gli Ayatollah iraniani o i Fratelli Musulmani, va venire la pelle d’oca. Constatare che queste generazioni che domani dovranno guidare il mondo hanno dimenticato in fretta cosa sia l’estremismo islamico (se parlando di islam si può definire più o meno estremista) e quali siano i suoi obbiettivi reali, mette paura e alimenta i timori per il futuro.

Ma di tutto questo non possiamo dare la colpa solo ai giovani. Siamo noi, quelli che hanno vissuto lo sgomento di quel giorno, che non abbiamo saputo trasmettere loro i giusti imput per capire quale terribile minaccia grava sul mondo libero, una minaccia più reale oggi di quanto non lo fosse undici anni fa. Certo, Bin Laden è morto, Al Qaeda è frammentata, ma in Afghanistan i talebani sono più forti che mai, in Medio Oriente e in Africa la Fratellanza Musulmana ha conquistato in pochi mesi interi Paesi, Hamas ed Hezbollah continuano nella loro politica di morte e, soprattutto, l’Iran è sul punto di avere la bomba atomica. Nel cuore dell’Africa nera l’Islam integralista fa passi da gigante e in Europa alcuni Paesi introducono addirittura la Sharia. A conti fatti l’11 settembre non ci ha insegnato niente.

Ma non è troppo tardi per correre ai ripari. Spetta a noi, la generazione dell’11 settembre, riportare i giovani sulla giusta strada. Spetta a noi far capire loro quale terribile rischio sta correndo il mondo libero con la prepotente avanzata dell’Islam. E’ un compito che per troppo tempo abbiamo trascurato e che ora dobbiamo riprendere con coraggio, senza avere il timore di essere tacciati come islamofobi o, peggio ancora, come razzisti. Lo dobbiamo prima di tutto ai tanti morti fatti dagli estremisti islamici in questi anni ma, soprattutto, lo dobbiamo ai nostri figli affinché domani non debbano vivere un 11 settembre perenne che li ponga sotto il terribile giogo islamico.

Franco Londei