Oriana Fallaci può piacere o meno, le sue idee o i suoi libri precursori del tempo attuale possono piacere o meno, ma c’è un fatto incontrovertibile: era una grandissima e vera giornalista, di quelle che oggi non ci sono più se si fa qualche rara lodevole eccezione.

Mi sono divertito in questi giorni nel vedere alcuni “giornalisti” fare a gara per mettersi in evidenza come “eredi” di Oriana Fallaci. Ho messo la parola “giornalisti” tra il virgolettato perché personalmente tendo a fare differenza tra “giornalista” e “opinionista”. Per come la vedo io un vero giornalista è colui che la notizia se la va a cercare, la costruisce basandosi sulle proprie ricerche, approfondisce le fonti, le chiama, le intervista, domanda e, una volta raggiunto un certo numero di dati e di fonti, scrive il suo articolo, il suo editoriale o il resoconto della sua intervista. Un opinionista invece non ha bisogno di “cercare la notizia”, si limita a usare quelle scritte dai giornalisti (veri) per esprimere una sua opinione su quel determinato fatto o argomento. Spesso lo troviamo a fare pesanti copia-incolla di quanto scritto da altri e non di rado non si prende nemmeno la briga di citare la fonte di quanto scopiazzato.

Oggi, al tempo del web e dei social, è facile fare il “giornalista”. Basta andare a leggersi i siti meglio informati e copiarne i contenuti (anche quando sono coperti da copyrights) e poi spacciarli per lavori propri. Notissimi “giornalisti” si sono fatti un nome copiando contenuti prodotti da altri, hanno fatto cioè gli opinionisti spacciandosi per giornalisti. Non c’è una effettiva ricerca della notizia, quello è un lavoro che lasciano fare ai giornalisti.

Oriana Fallaci non era una opinionista. Anche quando scriveva un editoriale era tutta farina del suo sacco, frutto del suo lavoro, della sua maniacale ricerca delle fonti, della ricerca di conferme o, in alcuni casi, delle sue interviste (epica quella fatta al Grande Ayatollah Ruhollah Khomeyni senza indossare il velo). Non sfruttava il lavoro degli altri per fare la giornalista.

Ora, nei giorni scorsi ho visto con ribrezzo accostare i nomi di alcuni “giornalisti” a quello di Oriana Fallaci. E’ una operazione realmente ardita specialmente perché questi “giornalisti” del talento della Fallaci hanno davvero poco o nulla. Qualcuno pensa che sia sufficiente parlar male dei musulmani, dell’islam, invocare il pericolo islamico (reale, per carità, ma non come viene descritto) per diventare l’erede di Oriana Fallaci. Solo che ci si dimentica che le analisi della Fallaci erano precise e puntuali, coadiuvate da ricerche accurate non dalla lettura di qualche articolo preso qua e la. Le predizioni fatte da Oriana Fallaci erano il frutto di anni e anni di ricerca del mondo islamico e anche i suoi tanti aforismi che spesso vengono citati, se visti nel contesto dell’articolo o del libro nella sua totalità assumono non di rado significati diversi da quelli che vengono loro attribuiti.

Oriana Fallaci non era mai banale nei sui scritti, non ripeteva all’infinito i concetti espressi in precedenza giusto per scrivere un articolo. I suoi scritti erano unici, ogni articolo era una cosa a se stante non la copia di scritti precedenti magari con qualche piccola variazione.

Anche sugli avvertimenti contro l’Islam integralista Oriana Fallaci era terribilmente selettiva. I suoi denigratori affermano che facesse di ogni erba un fascio quando in realtà ogni scritto era profondamente circostanziato e documentato. Al contrario, quelli che oggi mirano ad essere individuati come suoi “eredi” fanno effettivamente di ogni erba un fascio, prendono un singolo episodio e lo generalizzano portando a credere il lettore che «tutti i musulmani sono terroristi, tutti i musulmani odiano l’occidente». Il sottoscritto non ha mai lesinato critiche all’Islam ma non si può vedere una simile generalizzazione del fenomeno, una generalizzazione che oltre tutto è persino nociva a chi vuole seriamente combattere l’Islam integralista.

Il sottoscritto non ama l’Islam, non ne ho mai fatto mistero, ma quello a cui sto assistendo di recente da parte di alcuni “giornalisti” che vorrebbero essere gli eredi della Fallaci è davvero pericoloso, per di più giornalisti che affermano di amare Israele ma che propagandano l’istituzione di “campi” per i musulmani quando non l’espulsione generalizzata di milioni di musulmani, come se gli ebrei non avessero già vissuto questa esperienza. Non si concentrano sui veri pericoli rappresentati per esempio dalla Fratellanza Musulmana o dal cosiddetto “islam politico”, non lo fanno perché dovrebbero quantomeno documentarsi. Preferiscono prendere singoli episodi e diffondere odio generalizzato. Non mi piace e di certo questa gente non ha nulla a che vedere con Oriana Fallaci.

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