Lo sappia l’Europa che la Global March to Jerusalem prevista per venerdì prossimo è una vera e propria dichiarazione di guerra a Israele. Il solo fatto che gli organizzatori (l’Iran, Hezbollah e Hamas) abbiano dichiarato di voler entrare in territorio israeliano è da considerarsi un atto ostile a tutti gli effetti che come tale dovrà essere trattato.
Ma non è solo l’intento dichiarato a porre la Global March to Jerusalem nell’ambito delle azioni ostili e militari, è tutta l’organizzazione coordinata da Teheran con l’aiuto di Hamas ed Hezbollah ad essere chiaramente inquadrabile in una operazione militare.
Da giorni aerei iraniani fanno la spola tra Teheran e Damasco per portare decine di migliaia di “martiri” in Siria da dove, una parte di loro, è stata portata con l’aiuto di Hezbollah in alcuni villaggi del Libano lungo il confine con Israele. Molti di loro non sono semplici “manifestanti”, ma sono miliziani sciiti ben addestrati che cercheranno in tutti i modi di introdursi in Israele, magari mandando avanti un po’ di carne da macello (si parla di ebrei iraniani) perché questi sono troppo vigliacchi per andare in prima linea. A Gaza, Hamas sta organizzando perbene i suoi e da giorni li sta istruendo su come fare a superare il confine con Israele. Se poi con loro portano qualche bella bombetta è anche meglio. Stessa cosa stanno facendo in Cisgiordania, in Giordania e in Egitto.
La Global March to Jerusalem non c’entra niente con una manifestazione pacifica seppure illegittima e priva di senso. La Global March to Jerusalem è un vero e proprio attacco a Israele. Si vuole il bagno di sangue perché, è palese, i militari israeliani non potranno permettere a queste migliaia di scalmanati terroristi di entrare in Israele e quindi lo dovranno impedire con ogni mezzo.
Questo è bene che sia chiaro alle menti benpensanti europee, Catherine Ashton in testa. Se venerdì ci sarà un bagno di sangue sarà perché l’Iran, Hamas, Hezbollah e tutta la cricca di pacifinti a loro abbinata lo ha voluto fortemente, lo ha letteralmente pianificato.
Non ci vuole la palla di cristallo per sapere cosa diranno gli odiatori dopo venerdì nel caso succeda qualcosa di irrimediabile: “Israele spara sui manifestanti pacifici”. Si glorificherà il sangue dei martiri e si cercherà come a solito di dare le colpe di tutto a Israele che, naturalmente, non dovrebbe opporsi a questi atti di guerra nei suoi confronti, perché questo è la Global March to Jerusalem: un atto di guerra. Gli unici a gioire di tutto questo saranno gli Ayatollah iraniani che da mesi lavorano alacremente a questo criminale progetto. E c’è da giurare che anche questa volta otterranno quello che vogliono: un bagno di sangue.
Miriam Bolaffi

Non mi é ben chiaro cosa sia esattamente questa marcia globale per Gerusalemme, quello che invece mi sembra chiarissimo é la vostra idea dei due pesi e delle due misure.
Leggendo i vostri articoli ho notato che appoggiate tranquillamente se fatto ad altri, quello che chiamate terrorismo o atto di guerra se fatto a Israele.
Gli usa, ci dice Sharon Levi, avrebbero dovuto armare l’opposizione siriana, anzi, organizzarla e armarla (perché non esiste) ossia mandare in Siria uomini e armi per prendere il potere, non per portare la democrazia (tipica frase ipocrita per giustificare guerre di aggressione) perché sapete bene che in quei paesi l’imperialismo americano e i crimini israeliani hanno portato un tale odio per l’occidente che, come insegnano le primavere arabe, appena si vota vanno al potere personaggi al cui confronto i dittatori passati sono amici fraterni di Washington e Tel aviv. No uomini armati a prendere il potere punto. Quello nn é terrorismo ne atto di guerra, ma se l’Iran manda manifestanti in Israele é un crimine contro l’umanità e un attacco da respingere con un bagno di sangue.
Complimenti per l’imparzialità e la difesa “attiva” dei (vostri) diritti umani.
Non mi é ben chiaro cosa sia esattamente questa marcia globale per Gerusalemme, quello che invece mi sembra chiarissimo é la vostra idea dei due pesi e delle due misure.
Leggendo i vostri articoli ho notato che appoggiate tranquillamente se fatto ad altri, quello che chiamate terrorismo o atto di guerra se fatto a Israele.
Gli usa, ci dice Sharon Levi, avrebbero dovuto armare l’opposizione siriana, anzi, organizzarla e armarla (perché non esiste) ossia mandare in Siria uomini e armi per prendere il potere, non per portare la democrazia (tipica frase ipocrita per giustificare guerre di aggressione) perché sapete bene che in quei paesi l’imperialismo americano e i crimini israeliani hanno portato un tale odio per l’occidente che, come insegnano le primavere arabe, appena si vota vanno al potere personaggi al cui confronto i dittatori passati sono amici fraterni di Washington e Tel aviv. No uomini armati a prendere il potere punto. Quello nn é terrorismo ne atto di guerra, ma se l’Iran manda manifestanti in Israele é un crimine contro l’umanità e un attacco da respingere con un bagno di sangue.
Complimenti per l’imparzialità e la difesa “attiva” dei (vostri) diritti umani.
@Ribelle romano.
Il problema sta nel manico.
Bisogna prima vedere che cos’è l’Iran e che cos’é Israele: quali cioé le ragioni e gli scopi degli uni e degli altri.
E poi anche gli scopi e i valori di chi scrive un commento.
Dipende infatti da questi ultimi (gli scopi e i valori di chi scrive) la possibilità di avere delle definizioni delle ragioni di cui sopra, se non condivise , almeno confrontabili sulla base di criteri più generali di riferimento.
Quando un commento manca di queste premesse, é un commento senza senso e soprattutto soggetto ad interpretazioni “tendenziose” da parte di chi legge.
Le critiche sono legittime e costruttive quando:
1- Chi le fa presenta i suoi valori di riferimento che giustifichino le sue scelte.
2- Lo stesso soggetto sottoponga poi a verifica empirica queste scelte , per vedere se sono o meno coerenti con i valori dichiarati.
Insomma, ad un commento come quello di Ribelle romano si potrebbe rispondere che in estate si indossano vestiti differenti da quelli invernali e si é coerenti lo stesso.
Oppure non si risponde affatto, perché , tanto, non ne vale la pena!
@Ribelle romano.
Il problema sta nel manico.
Bisogna prima vedere che cos’è l’Iran e che cos’é Israele: quali cioé le ragioni e gli scopi degli uni e degli altri.
E poi anche gli scopi e i valori di chi scrive un commento.
Dipende infatti da questi ultimi (gli scopi e i valori di chi scrive) la possibilità di avere delle definizioni delle ragioni di cui sopra, se non condivise , almeno confrontabili sulla base di criteri più generali di riferimento.
Quando un commento manca di queste premesse, é un commento senza senso e soprattutto soggetto ad interpretazioni “tendenziose” da parte di chi legge.
Le critiche sono legittime e costruttive quando:
1- Chi le fa presenta i suoi valori di riferimento che giustifichino le sue scelte.
2- Lo stesso soggetto sottoponga poi a verifica empirica queste scelte , per vedere se sono o meno coerenti con i valori dichiarati.
Insomma, ad un commento come quello di Ribelle romano si potrebbe rispondere che in estate si indossano vestiti differenti da quelli invernali e si é coerenti lo stesso.
Oppure non si risponde affatto, perché , tanto, non ne vale la pena!
L’iran e israele sono due stati sovrani e, in ogni caso, nn parlavo di iran ma di siria, visto che a quest’ultimo paese si riferiva la levi.
E’ chiaro che, se come di base sostengono tutti i siti e i media filosionisti in maniera sottesa, non conta l’azione ma l’attore, ossia non dobbiamo domandarci se una certa azione sia giusta o sbagliata in quanto dipende esclusivamente da chi la fa allora e’ ovvio che e’ inutile ragionare.
un bombaradamento atomico su civili fatto da una “fulgida democrazia faro di liberta’” e’ un atto di difesa del progresso, un discorso scalmanato, fatto dal leader di uno stato “genocida” come l’iran e’ un atto di guerra. (a proposito ma qual’e’ il popolo sterminato dagli iraniani? o si puo’ essere genocidi sulla fiducia)…
sarebbe poi interessante capire, nella definizione di stati “buoni” che tutto possono e stati “cattivi” che vanno colpiti appena si muovono se contano di piu’ i fatti o le opinioni.
l’iran, nei fatti, non ha mai sparato un colpo contro nessuno, non ha mai invaso o aggredito nessuno, non ha mai bombardato nessuno.
(mentre l’occidente ha cercato prima di imporgli lo scia’ contro il volere democratico del popolo, poi ha pagato armi e aiutato saddam ad attaccarlo e ora lo vuole bombardare “preventivamente” come ha fatto con l’iraq)
israele invece ha invaso, occupato e bombardato tutti i paesi vicini, calpesta regolarmente tutte le leggi internazionali, non accetta nessun tipo di regola da nessun organismo onu e neppure dagli usa, che devono limitarsi a pagargli le armi, a morire in guerre volute da tel aviv e a stare zitti.
obbiettera’ che l’iran minaccia “un giorno si e l’altro pure” di annientare israele” ma anche questa e’ una bugia.
ahmadinejad ha ripetuto mille volte che deve essere cancellato il REGIME SIONISTA non israele.
Se un politico occidentale magari svedese avesse detto a suo tempo che bisognava cancellare il regime dell’apartheid sudafricano avremmo parlato della svezia come di stato genocida da fermare? ( P.S. quello stesso regime paria e razzista con cui pero’ israele collaborava allegramente da un punto di vista militare, ma questo non significa essere terroristi o stati canaglia…nooo bisogna guardare al manico, chi e’ israele etc etc..come i legami presunti di iran e al queda e’ una pistola fumante che giustifica un attacco, quelli provati tra cia e al queda contro la russia no,vanno capiti, bisogna vedere chi sono gli usa etc etc etc)
insomma il succo del discorso non e’ che l’iran sia un magnifico stato democratico, ringrazio dio ogni giorno di non essere nato in iran o in siria, il punto e’ notare quanto false, strumentali e interessate siano le definizioni e le patenti di “buono e cattivo” che la stampa sionista cerca disperatamente di imporre all’opinione pubblica (con scarsi risultati se si considera che in europa, ossia il cuore dell’occidente alleato di israele, a un sondaggio e’ risultato che la maggior minaccia per la pace era considerata israele, figuriamoci se lo avessero fatto nel resto del mondo non occidentale!!!)
L’iran e israele sono due stati sovrani e, in ogni caso, nn parlavo di iran ma di siria, visto che a quest’ultimo paese si riferiva la levi.
E’ chiaro che, se come di base sostengono tutti i siti e i media filosionisti in maniera sottesa, non conta l’azione ma l’attore, ossia non dobbiamo domandarci se una certa azione sia giusta o sbagliata in quanto dipende esclusivamente da chi la fa allora e’ ovvio che e’ inutile ragionare.
un bombaradamento atomico su civili fatto da una “fulgida democrazia faro di liberta’” e’ un atto di difesa del progresso, un discorso scalmanato, fatto dal leader di uno stato “genocida” come l’iran e’ un atto di guerra. (a proposito ma qual’e’ il popolo sterminato dagli iraniani? o si puo’ essere genocidi sulla fiducia)…
sarebbe poi interessante capire, nella definizione di stati “buoni” che tutto possono e stati “cattivi” che vanno colpiti appena si muovono se contano di piu’ i fatti o le opinioni.
l’iran, nei fatti, non ha mai sparato un colpo contro nessuno, non ha mai invaso o aggredito nessuno, non ha mai bombardato nessuno.
(mentre l’occidente ha cercato prima di imporgli lo scia’ contro il volere democratico del popolo, poi ha pagato armi e aiutato saddam ad attaccarlo e ora lo vuole bombardare “preventivamente” come ha fatto con l’iraq)
israele invece ha invaso, occupato e bombardato tutti i paesi vicini, calpesta regolarmente tutte le leggi internazionali, non accetta nessun tipo di regola da nessun organismo onu e neppure dagli usa, che devono limitarsi a pagargli le armi, a morire in guerre volute da tel aviv e a stare zitti.
obbiettera’ che l’iran minaccia “un giorno si e l’altro pure” di annientare israele” ma anche questa e’ una bugia.
ahmadinejad ha ripetuto mille volte che deve essere cancellato il REGIME SIONISTA non israele.
Se un politico occidentale magari svedese avesse detto a suo tempo che bisognava cancellare il regime dell’apartheid sudafricano avremmo parlato della svezia come di stato genocida da fermare? ( P.S. quello stesso regime paria e razzista con cui pero’ israele collaborava allegramente da un punto di vista militare, ma questo non significa essere terroristi o stati canaglia…nooo bisogna guardare al manico, chi e’ israele etc etc..come i legami presunti di iran e al queda e’ una pistola fumante che giustifica un attacco, quelli provati tra cia e al queda contro la russia no,vanno capiti, bisogna vedere chi sono gli usa etc etc etc)
insomma il succo del discorso non e’ che l’iran sia un magnifico stato democratico, ringrazio dio ogni giorno di non essere nato in iran o in siria, il punto e’ notare quanto false, strumentali e interessate siano le definizioni e le patenti di “buono e cattivo” che la stampa sionista cerca disperatamente di imporre all’opinione pubblica (con scarsi risultati se si considera che in europa, ossia il cuore dell’occidente alleato di israele, a un sondaggio e’ risultato che la maggior minaccia per la pace era considerata israele, figuriamoci se lo avessero fatto nel resto del mondo non occidentale!!!)
scettico, la propoganda filo-islamica e antisemita valla a fare su Infopal o sul manifesto
scettico, la propoganda filo-islamica e antisemita valla a fare su Infopal o sul manifesto
@Ribelle romano. Due soli punti. Per il resto vale quanto già da me dichiarato in precedenza.
Primo. L’accusa di doppiopesismo é infondata. Contano infatti sia le azioni che gli attori e ovviamente il contesto:
un bisturi é un attrezzo che taglia, ma in mano ad un chirurgo può servire a salvare una vita; in mano a un delinquente serve allo scopo opposto.
La differenza sta nelle intenzioni degli attori e nel contesto. Mai trascurarli ed escluderli dalla valutazione. Che naturalmente deve basarsi su dati di realtà e non di fantasia.
Secondo. Se qualcuno che commenta dichiara ” ringrazio dio ogni giorno di non essere nato in iran o in siria” dovrebbe rimanere un po’ sul tema e spiegare perché mai esprime tale ringraziamento. Tanto per farsi capire.
Se l’Iran e la Siria non gli piacciano per niente, sarebbe interessante conoscerne il motivo.
Invece che fa?
Aggiunge che il punto é un altro: e cioé la falsità delle patenti di” buono e cattivo che la stampa sionista cerca disperatamente di imporre”ecc.
Ma allora, lui condivide o no il fatto che quei due stati commettano azioni “in sé cattive”? Visto, tra l’altro, che le azioni sono così importanti in sè e per sè? Oppure stavolta fa un’eccezione e ricorre agli autori al contesto per dare una valutazione?
O forse vuol dire che le azioni compiute in Siria e in Iran in questo caso sono dovute solo alla cattiveria delle azioni del “REGIME SIONISTA”?
Teoria interessante e intrigante, che però può rimanere in piedi a patto che le uccisioni quotidiane in Siria e le repressioni in Iran siano tutte opera dello Stato di Israele.
Che sia questa l’interpretazione giusta?
@Ribelle romano. Due soli punti. Per il resto vale quanto già da me dichiarato in precedenza.
Primo. L’accusa di doppiopesismo é infondata. Contano infatti sia le azioni che gli attori e ovviamente il contesto:
un bisturi é un attrezzo che taglia, ma in mano ad un chirurgo può servire a salvare una vita; in mano a un delinquente serve allo scopo opposto.
La differenza sta nelle intenzioni degli attori e nel contesto. Mai trascurarli ed escluderli dalla valutazione. Che naturalmente deve basarsi su dati di realtà e non di fantasia.
Secondo. Se qualcuno che commenta dichiara ” ringrazio dio ogni giorno di non essere nato in iran o in siria” dovrebbe rimanere un po’ sul tema e spiegare perché mai esprime tale ringraziamento. Tanto per farsi capire.
Se l’Iran e la Siria non gli piacciano per niente, sarebbe interessante conoscerne il motivo.
Invece che fa?
Aggiunge che il punto é un altro: e cioé la falsità delle patenti di” buono e cattivo che la stampa sionista cerca disperatamente di imporre”ecc.
Ma allora, lui condivide o no il fatto che quei due stati commettano azioni “in sé cattive”? Visto, tra l’altro, che le azioni sono così importanti in sè e per sè? Oppure stavolta fa un’eccezione e ricorre agli autori al contesto per dare una valutazione?
O forse vuol dire che le azioni compiute in Siria e in Iran in questo caso sono dovute solo alla cattiveria delle azioni del “REGIME SIONISTA”?
Teoria interessante e intrigante, che però può rimanere in piedi a patto che le uccisioni quotidiane in Siria e le repressioni in Iran siano tutte opera dello Stato di Israele.
Che sia questa l’interpretazione giusta?
per milano:
ti rispondo volentieri. ringrazio dio di non essere nato in siria o iran perchè sono paesi in cui gli individui non hanno diritti e libertà, cosa che per me è importantissima.
dirà, ma allora perchè non appoggia israele? punto primo perchè i diritti in israele valgono solo per gli ebrei, agli arabi è stato tolto il diritto principale, quello di autodeterminazione dei popoli.
secondo (e qui mi rifaccio alla sua tesi secondo cui il coltello va dato al chirurgo e non al serial killer) israele calpesta clamorosamente tutte le leggi internazionali, un diritto non può esistere al difuori di una legge.
per farle capire con una metafora la mia posizione io vedo arabi e israeliani come due famiglie: quella araba è povera ignorante, rozza, manesca e sporca (e ringrazio dio di non esserci nato) quella israeliana invece presentabile, bella, ricca, a modo e affascinante.
ma le due famiglie sono in una disputa feroce in cui quella brutta e sporca ha ragione, quella bella e affascinante torto marcio e cerca, come in questo caso fa lei, di convincere il vicinato che quello che fa lei va bene, perchè è così a modo, così simile a noi, una famiglia che accoglieremmo volentieri nel nostro salotto, mentre gli altri non li faremo stare manco in anticamera.
Poi che la famiglia “bella” abbia ingannato, defraudato e sottomesso quella “brutta” è un dettaglio che, tutte le vostre strumentali distinzioni in base alle quali non c’è il giusto o lo sbagliato ma solo il giudizio aprioristico su chi compie tale azioni mirano a cancellare.
spero di aver spiegato bene il mio pensiero.
per milano:
ti rispondo volentieri. ringrazio dio di non essere nato in siria o iran perchè sono paesi in cui gli individui non hanno diritti e libertà, cosa che per me è importantissima.
dirà, ma allora perchè non appoggia israele? punto primo perchè i diritti in israele valgono solo per gli ebrei, agli arabi è stato tolto il diritto principale, quello di autodeterminazione dei popoli.
secondo (e qui mi rifaccio alla sua tesi secondo cui il coltello va dato al chirurgo e non al serial killer) israele calpesta clamorosamente tutte le leggi internazionali, un diritto non può esistere al difuori di una legge.
per farle capire con una metafora la mia posizione io vedo arabi e israeliani come due famiglie: quella araba è povera ignorante, rozza, manesca e sporca (e ringrazio dio di non esserci nato) quella israeliana invece presentabile, bella, ricca, a modo e affascinante.
ma le due famiglie sono in una disputa feroce in cui quella brutta e sporca ha ragione, quella bella e affascinante torto marcio e cerca, come in questo caso fa lei, di convincere il vicinato che quello che fa lei va bene, perchè è così a modo, così simile a noi, una famiglia che accoglieremmo volentieri nel nostro salotto, mentre gli altri non li faremo stare manco in anticamera.
Poi che la famiglia “bella” abbia ingannato, defraudato e sottomesso quella “brutta” è un dettaglio che, tutte le vostre strumentali distinzioni in base alle quali non c’è il giusto o lo sbagliato ma solo il giudizio aprioristico su chi compie tale azioni mirano a cancellare.
spero di aver spiegato bene il mio pensiero.
aggiungo, per maggiore chiarezza, che quegli stati, siria e iran in testa, hanno colpe gravissime nei confronti dei propri cittadini, che brutalizzano e uccidono e fanno vivere schiavi e senza libertà ma hanno ragioni da vendere nei confronti dell’occidente, che li ha colonizzati, sfruttati, occupati e depredati. israele invece non ha colpe nei confronti dei propri cittadini (ebrei si intende) che sono trattati con massimo rispetto ma colpe gravissime nei confronti dei palestinesi prima (cui è stato negato il diritto di decidere, insieme agli ebrei che li vivevano e non a americani e russi di religione ebraica) del destino della loro terra, che sono stati scacciati e colonizzati, e degli arabi, che sono intervenuti per difendere i propri correligionari da questa palese ingiustizia poi. per tornare alla metafora la famiglia “brutta” picchia i propri figli, non li manda a scuola, li fa vivere nell’indigenza, la famiglia “bella” gli garantisce istruzione benessere e cure mediche, ma la famiglia bella ha occupato la casa della famiglia butta e l’ha buttata in mezzo a una strada. quindi se uno volesse fare giustizia dovrebbe prima restitutire alla famiglia araba quello che gli è stato tolto, poi imporgli di non picchiare i figli, di dargli da mangiare e di mandarli a scuola.
altrimenti la pippa su quanto male la famiglia tratta i propri figli è solo fumo negli occhi per non far notare che a quella famiglia la casa è stata rubata.
aggiungo, per maggiore chiarezza, che quegli stati, siria e iran in testa, hanno colpe gravissime nei confronti dei propri cittadini, che brutalizzano e uccidono e fanno vivere schiavi e senza libertà ma hanno ragioni da vendere nei confronti dell’occidente, che li ha colonizzati, sfruttati, occupati e depredati. israele invece non ha colpe nei confronti dei propri cittadini (ebrei si intende) che sono trattati con massimo rispetto ma colpe gravissime nei confronti dei palestinesi prima (cui è stato negato il diritto di decidere, insieme agli ebrei che li vivevano e non a americani e russi di religione ebraica) del destino della loro terra, che sono stati scacciati e colonizzati, e degli arabi, che sono intervenuti per difendere i propri correligionari da questa palese ingiustizia poi. per tornare alla metafora la famiglia “brutta” picchia i propri figli, non li manda a scuola, li fa vivere nell’indigenza, la famiglia “bella” gli garantisce istruzione benessere e cure mediche, ma la famiglia bella ha occupato la casa della famiglia butta e l’ha buttata in mezzo a una strada. quindi se uno volesse fare giustizia dovrebbe prima restitutire alla famiglia araba quello che gli è stato tolto, poi imporgli di non picchiare i figli, di dargli da mangiare e di mandarli a scuola.
altrimenti la pippa su quanto male la famiglia tratta i propri figli è solo fumo negli occhi per non far notare che a quella famiglia la casa è stata rubata.