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Gruppo Gay assurdo: contestano Israele ma vengono uccisi dagli arabi

Israele è l’unico Paese in Medio Oriente dove l’omosessualità non solo viene tollerata ma viene accettata come una cosa normale. Nemmeno in Europa si può dire che ciò avvenga (figuriamoci in Italia). Nonostante questo un gruppo gay intende partecipare al Gay Pride di Toronto (dal 22 giugno al 1 luglio 2012) con l’intenzione di contestare Israele.

Il gruppo si chiama Queers Against Israeli Apartheid (QAIA) e già lo scorso anno aveva tentato di partecipare al Gay Pride di Toronto. Solo grazie all’intervento di altri gruppi e dalla concreta minaccia del Comune di Toronto di tagliare i finanziamenti venne escluso dalla manifestazione. Quest’anno intende riprovarci sempre con la stessa identica intenzione: attaccare e diffamare Israele.

A dirlo è stato il portavoce del gruppo, tale Tony Souza, il quale ha affermato che il QAIA intende prendere parte al Gay Pride di Toronto e di protestare contro quello che loro definiscono l’apartheid di Israele verso i palestinesi.

Immediate le reazione della comunità ebraica canadese, dei gruppi gay partecipanti alla manifestazione e del comune di Toronto che ha ammonito gli organizzatori a non permettere la partecipazione di questo pseudo gruppo gay chiaramente antisemita.

L’assurdo è che un gruppo che si definisce “gay” e che dice di lottare per i Diritti degli omosessuali, ignora completamente il vero apartheid a cui vengono sottoposti gli omosessuali arabi, sia in Cisgiordania che nella Striscia di Gaza dove, a differenza che in Israele, i gay vengono arrestati quando va bene, altrimenti vengono impiccati. Sono decine gli omosessuali arabi che chiedono (ottenendolo) asilo a Israele a causa della loro condizione di genere e lo Stato ebraico è l’unico a difenderli e a garantire loro protezione e Diritti. Ma evidentemente l’odio antisemita è più forte di qualsiasi ragione e di qualsiasi realtà. Per rendere l’idea il QAIA viene duramente criticato anche dai gay palestinesi rifugiati in Israele. Nonostante questo continuano imperterriti nella loro opera di diffamazione. Saranno veramente difensori dei Diritti degli omosessuali?

Sarah F.