Hamas: “se non ci date i soldi ricomincerà la pioggia di missili”

Members of the Ezz-Al Din Al-Qassam Brigades, the armed wing of the Hamas movement, parade on trucks with rockets in a street in Khan Yunis, in the southern Gaza Strip on May 27, 2021. - The Egyptian-brokered truce ended 11 days of heavy Israeli bombing of Gaza and rocket fire from the impoverished coastal enclave into Israel. Israeli air strikes and artillery fire on Gaza killed 254 Palestinians, including 66 children, and wounded more than 1,900 people in 11 days of conflict from May 10, the health ministry in Gaza says. Rocket and other fire from Gaza claimed 12 lives in Israel, including one child and an Arab-Israeli teenager, an Israeli soldier, one Indian national and two Thai workers, medics say. Some 357 people in Israel were wounded. (Photo by THOMAS COEX / AFP)

Per i pochi che ancora non l’avessero capita, con i cosiddetti “palestinesi” è sempre una questione di soldi.

Hamas, poi, con il suo sistema mafioso è quello che più di tutti tra i gruppi palestinesi dipende dall’ossigeno dei dollari.

Non ha importanza di chi siano i dollari, se quelli che in tanti mandano per beneficenza, se sono quelli che estorcono agli agricoltori o agli artigiani o sono quelli del Qatar o dell’Iran. L’importante è che siano dollari preferibilmente in contanti.

Ora cosa succede? Succede che il Qatar, che dona ad Hamas circa 30 milioni di dollari in contanti tutti i mesi, da un po’ non riesce a far avere ai terroristi palestinesi il borsone con i soldi.

È una questione di sicurezza. Dopo l’ultima aggressione subita da Israele da parte di Hamas lo Stato Ebraico ha chiuso i confini con Gaza e li ha lasciati aperti solo per gli aiuti umanitari.

Purtroppo però l’omino del Qatar che tutti i mesi porta il borsone pieno di dollari ai terroristi arabi non è compreso tra gli aiuti umanitari e nemmeno l’Egitto lo fa passare.

È un disastro perché Hamas – che chiaramente spende i soldi per altre cose come i missili ecc. ecc. – non solo deve pagare gli stipendi dei terroristi ma deve anche pagare i lussi dei suoi “coraggiosi leader” fuggiti all’estero per paura di finire sotto qualche missile israeliano.

E se l’omino del Qatar non può passare nemmeno gli stipendi dei terroristi si possono pagare, terroristi che tengono famiglia e che, chiaramente, sono indiavolati con i loro boss perché mentre loro fanno i lussi negli alberghi a 5 stelle, a Gaza si fa la fame.

Cosa si fa quindi? Semplice, si minaccia Israele di riprendere il lancio massiccio di missili se non fa passare subito l’omino del Qatar con il borsone pieno di dollari.

Si noti bene il fatto curioso. Non minacciano l’Egitto che pure confina con Gaza e da dove l’omino del Qatar potrebbe passare tranquillamente, come del resto potrebbero passare gli aiuti umanitari (che invece dall’Egitto non passano). No, minacciano Israele.

Tanto per capirci bene. Questo non è uno scoop di RR. Se un cosiddetto “palestinese” che vive a Gaza scivola su una buccia di banana e si rompe una gamba, si minaccia Israele perché chiaramente colpevole di tutto.

Questo lo sanno tutti, è un fatto scontato come il sorgere del sole. Come è un fatto scontato che poi dall’occidente tutti diano ragione ai terroristi e non a chi deve subire una situazione così tristemente paradossale.

Aspettiamo di vedere cosa farà il nuovo Governo israeliano, ma sarebbe un buon inizio se si cominciasse a non far passare più l’omino del Qatar dal suo territorio. Che passi per l’Egitto o per uno dei tanti tunnel che Hamas ha costruito.

Lo so, c’è il rischio che il tunnel caschi improvvisamente sulla testa del povero omino del Qatar, ma come si diceva una volta, gli incidenti sul lavoro capitano.

Politicamente non schierato. Voto chi mi convince di più e questo mi permette di essere critico con chiunque senza alcun condizionamento ideologico. Sionista, amo Israele almeno quanto amo l'Italia