Provate a immaginare cosa sarebbe successo se in Italia, durante gli anni di piombo, un “attivista” fosse andato in Piazza del Popolo a Roma a manifestare in favore delle Brigate Rosse inneggiando all’uccisione di poliziotti. Come minimo sarebbe stato arrestato, processato e condannato per incitazione al terrorismo.

La stessa cosa è successa in Israele quando qualche tempo fa un certo Abdallah Abu Rahma, palestinese di Ramallah e coordinatore del Comitato Popolare contro il Muro e gli insediamenti a Bil’in, ha iniziato a protestare contro il muro inneggiando ad Hamas e all’uccisione di soldati israeliani. In qualsiasi altra parte del mondo questa cosa si sarebbe chiamata “incitazione al terrorismo” e quindi seguita da arresto, processo e condanna. Ma Israele non è una “qualsiasi parte del mondo” e quindi se un palestinese incita al terrorismo, ad Hamas (un gruppo terrorista) e all’uccisione di soldati israeliani deve essere lasciato in pace e libero di farlo. Addirittura in questo caso viene giudicato un “difensore dei Diritti Umani” e premiato per questo con un prestigioso riconoscimento come quello che ha dato la “International League for Human Rights” proprio a Abdallah Abu Rahma per il suo impegno contro il Governo israeliano.

E così ha destato “forte indignazione” la condanna inflitta dal Tribunale Militare Israeliano ad Abdallah Abu Rahma per “incitazione al terrorismo” tanto che la solita baronessa Catherine Ashton, rappresentante per la politica estera della EU, sempre attenta a quello che succede in Israele ma estremamente disattenta a tutte le vere tragedie mondiali (vedi Darfur, Somalia, Kurdistan turco ecc. ecc.) ha pensato bene ancora una volta di esprimere un suo personale giudizio parlando a nome dell’Unione Europea. La mirabolante baronessa ha espresso a nome dell’Europa “profondo sconcerto per la condanna dell’attivista palestinese”. Non una sola parola, però, sulle effettive motivazioni della condanna. La Ashton ha poi ribadito che l’Europa “considera illegale il muro difensivo israeliano” dimenticando però che da quando il muso di difesa è stato costruito si sono azzerati gli attentati in territorio israeliano.

Durissima la reazione del Governo israeliano alle parole della Ashton. Il portavoce del Governo di Gerusalemme, Yigal Palmor, ha definito l’intervento della Ashton una “ingerenza senza precedenti nel sistema giudiziario di uno Stato democratico e sovrano”. Ancora più dura la reazione di alcuni funzionari governativi che hanno parlato di “evidente tentativo da parte della Ashton di delegittimare la democrazia israeliana e le sue istituzioni”.

Intanto alcune organizzazioni filo-Hamas italiane stanno organizzando una raccolta di firme per convincere il Ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini, ad accodarsi alla Ashton e a condannare la legittima sentenza di un tribunale israeliano. Voglio proprio vedere se il Ministro Frattini accontenterà questi gruppi oppure si ricorderà quante volte ha detto (anche a noi in diverse occasioni) che l’Italia non può intromettersi in vicende legali e giudiziarie che riguardano altri Paesi.

Rimane il fatto che la Ashton non perde occasione per dimostrare il suo profondo odio verso Israele. Per questo motivo la nostra organizzazione ha chiesto la rimozione di Chaterine Ashton dal ruolo di Alto Rappresentante della politica estera della UE, richiesta che ribadiamo fermamente anche in questa circostanza.

Sharon Levi