Il sospetto: Hamas testa le difese israeliane per conto di Hezbollah

La lunghissima salva di missili lanciati da Hamas e dalla Jihad Islamica su Israele, circa 400 in 24 ore, rappresenta senza dubbio uno sforzo notevole che alla luce di una analisi degli esperti israeliani potrebbe avere un secondo scopo, quello di testare la reazione di Iron Dome sotto un pesantissimo attacco concentrato su specifici obiettivi.

Gli esperti fanno notare infatti come le salve di missili siano concentrate contro un territorio relativamente ristretto, una tecnica nuova per Hamas e per la Jihad Islamica, che potrebbe essere stata usata proprio per testare la reazione di Iron Dome di fronte a un massiccio attacco missilistico.

Per essere da subito chiari, la reazione di Iron Dome è stata quasi perfetta. 120 missili che si stavano dirigendo verso zone abitate sono stati intercettati e distrutti. Circa 20 missili hanno invece colpito case e strade provocando una vittima e il ferimento di decine di persone.

Quello che lascia perplessi gli analisti israeliani è proprio la concentrazione di fuoco verso punti specifici e relativamente ristretti, una tecnica che non è né di Hamas né della Jihad Islamica, ma è propria di Hezbollah.

Inutile dire che la mente corre veloce verso il fronte nord dove Hezbollah dispone di oltre 150.000 missili ben più potenti di quelli lanciati da Gaza verso Israele.

Ed anche logico supporre che questa nuova tecnica usata serva proprio a valutare le difese israeliane in vista di un attacco massiccio da nord piuttosto che a ottenere un qualche vantaggio politico o strategico per Hamas che, al contrario, ha tutto da rimettere da un attacco a Israele, specie di queste dimensioni.

Non è la prima volta che gli analisti israeliani sospettano che Hamas faccia da tester per Hezbollah. Già in occasione dell’attacco del 26-27 ottobre notarono come i terroristi lanciassero salve concentrate di missili contro obiettivi piuttosto ristretti. Anche il quella occasione Iron Dome rispose adeguatamente. Questa volta potrebbero aver alzato il tiro, quasi che fosse una prova generale per quello che potrebbe succedere sul fronte nord.

Politicamente non schierato. Voto chi mi convince di più e questo mi permette di essere critico con chiunque senza alcun condizionamento ideologico. Sionista, amo Israele almeno quanto amo l'Italia