Si indurisce ulteriormente la repressione del regime iraniano. Da ieri infatti è vietato ai cittadini iraniani qualsiasi contatto con le organizzazioni per i Diritti Umani straniere, sia quelli diretti, sia che avvengano attraverso siti web a loro riconducibili.

Ieri il Ministero dell’intelligence iraniano ha fatto sapere di aver diffuso a livello interno una prima lista di organizzazioni straniere considerate ostili dal regime. Oggi la lista dovrebbe allargarsi ulteriormente. Vietati anche i contatti con i network satellitari ostili tra i quali la Bbc, Voice of America, la radio israeliana che trasmette programmi in persiano verso l’Iran e altre emittenti. Le liste non sono state rese note completamente per cui è impossibile per ora sapere tutti i nomi delle organizzazioni, delle emittenti e dei siti web contenuti in esse. In definitiva il Ministero dell’intelligence ha fatto sapere di considerare “ostile alla politica dell’establishment della Sacra Repubblica Islamica” tutte quelle organizzazioni straniere che criticano apertamente il regime. Chiunque verrà sorpreso a contattare, anche attraverso il web, una organizzazione considerata ostile dal regime verrà accusato di essere “mohareb”, cioè nemico di Dio, una accusa che prevede la pena capitale.

Intanto proseguono a ritmo serrato i processi contro i dissidenti arrestati durante e dopo le manifestazioni contro il regime. Ieri il tribunale islamico ha condannato 86 persone a durissime pene. Cinque di loro sono stati condannati a morte con l’accusa di essere “mohareb”. Sono ancora migliaia gli attivisti, i giornalisti e i blogger ancora detenuti nelle prigioni iraniane. Secondo fonti della dissidenza si parla di oltre 2.000 persone delle quali 500 arrestate durante le manifestazioni del giorno della Shura, lo scorso 27 dicembre. Di molti di loro (almeno 300) non si hanno più notizie da diversi mesi.

Il giro di vite contro le organizzazioni per la difesa dei Diritti Umani e contro coloro che vengono in contatto con esse viola palesemente una decina di articoli della Carta delle Nazioni Unite, della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e di una decina di trattati internazionali firmati dall’Iran e dimostra ancora una volta che si è di fronte ad una dittatura totale e sanguinaria.

In coordinamento con altre organizzazioni per la difesa dei Diritti Umani, Secondo Protocollo sta preparando una risposta adeguata e multilivello a questa gravissima ed ennesima violazione dei fondamentali Diritti Umani del popolo iraniano al quale viene interdetta la legittima richiesta di supporto delle organizzazioni per la difesa dei Diritti Umani. Va da se che non saranno queste subdole strategie a fermare ciò che ormai è irreversibile, la nuova rivoluzione iraniana per i Diritti.

Secondo Protocollo

Nota: preghiamo di vedere e diffondere quanto più possibile il video che segue che riproduce fedelmente quanto avviene nelle prigioni iraniane

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